Il Tirreno

Prato

Roulotte a fuoco, salvi per miracolo

di Alessandra Agrati
Roulotte a fuoco, salvi per miracolo

Famiglia rom in ospedale, a provocare il rogo alcune candele. Anche tre bimbi intossicati

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Brucia nella notte una roulotte abitata da una famiglia di nomadi, salvi i cinque componenti di cui tre sono bambini molto piccoli. A scatenare l'incendio alcune candele accese che, urtate dal cane, hanno dato fuoco alle tende. Il rogo si è sviluppato intorno all'1,15 di martedì notte, nell' ex area parcheggio Tir di viale Marconi dove da qualche mese vive la famiglia di Ibrahim Julesmanovic e quella del suocero, Halilovic, entrambe provengono dall' appartamento sgombrato di via Torcicoda a Vergaio. «Poco prima dell'una - spiega Julesmanovic- mia moglie è uscita dalla roulotte per preparare il latte alla bambina più piccola. Dopo ci siamo addormentati, come sempre abbiamo lasciato le candele accese perché i piccoli hanno paura del buio. Dopo circa mezz’ora ho sentito odore di bruciato, a fatica ho aperto gli occhi e ho visto le fiamme già alte. Subito ho portato in salvo i bambini, poi mia moglie che nel frattempo era svenuta. Siamo riusciti ad uscire in tempo prima che tutto fosse inghiottito dal fuoco». Sul posto una squadra dei vigili del fuoco, la famiglia per precauzione è stata accompagnata al Santo Stefano, alle 10,30 di ieri mattina tutti i membri sono stati dimessi. «Stiamo bene, anche se abbiamo avuto molta paura- spiega Julesmanovic- ora però non abbiamo un posto dove andare. Questa notte i bambini dormiranno nel camper con mio suocero e i miei cognati, io e mia moglie invece, staremo in macchina». Il giovane padre è arrivato a Prato otto mesi fa. «Vivevo in Germania, ma dopo un anno se non trovi lavoro devi lasciare il paese così sono tornato in Liguria dove sono nato, ma il campo nomadi è stato sbaraccato. Così siamo venuti a Prato, dove vive la famiglia di mia moglie. Per qualche mese abbiamo vissuto in via Torcicoda, poi ci hanno mandati via e siamo venuti qui. Non avevamo nulla e abbiamo utilizzato una vecchia roulotte abbandonata». Anche il suocero di Ibrahim vive nell'ex parcheggio di viale Marconi. «Ho una casa che ho affittato ai cinesi perché ho preferito andare a vivere con mio figlio a Vergaio. Ora sto aspettando di poter rientrare con tutta la mia famiglia nell'appartamento di mia proprietà». Intanto i due nuclei familiari hanno trasformato l'ex parcheggio nella loro abitazione: essendo una soluzione abusiva non ci sono né gli allacci della corrente né quelli degli scarichi. Ora restano solo le macerie della roulotte, una cucina economica alimentata a gas e un camper. «Quando l’altra notte ho sentito odore di bruciato - spiega il suocero di Julesmanovic - mi sono alzato e ho visto i miei nipoti adagiati nel prato e mio genero che stava cercando di trascinare fuori dalla roulotte mia figlia, sono andato ad aiutarlo anche perché nel frattempo era caduto. La stava portando in braccio». Nell' incendio tutto è andato perduto. «Per fortuna - spiega il giovane padre - ho preso i documenti di tutti che erano nella borsa di mia moglie».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa