Sicurezza
25 aprile: «La festa della gente perbene»
Più gente alle Carceri e in piazza del Comune. Leitmotiv dei comizi di Biffoni e Riviello: accoglienza e tolleranza
PRATO. «E' la festa della gente perbene». E questo è stato il 25 aprile a Prato nelle parole del nuovo presidente Anpi Angela Riviello. Ricorrenza partecipata, come sempre, ma quest'anno con un po' di persone in più. Sia in piazza Santa Maria delle Carceri dove si è svolta la consueta parata con deposizione della corona d'alloro al monumento dei caduti, sia in piazza del Comune per il comizio. Veloce: hanno parlato Riviello e il sindaco Matteo Biffoni. A mezzogiorno stop, tutti a pranzo. Il "fuori programma" è stato del movimento "Gay e lesbiche" che a conclusione delle celebrazione alle Carceri ha scandito alcune volte lo slogan "la liberazione - non è una ricorrenza - ora - e sempre - resistenza" prima di intonare a squarcia gola "Bella ciao", coro al quale si sono uniti ex partigiani col fazzoletto rosso al collo (anche Saccenti) e tante persone. Dopo marce e "Canzone del Piave", ci voleva.
Non sono stati gli unici, però, perché la banda, nel corteo che ha portato autorità e cittadini in piazza del Comune per due volte ha suonato l'inno partigiano. Piazza piena, tante bandiere, una nota di dissenso targata partito Marxista Leninista che ha esposto un cartello con l'immagine del premiere travestito da Mussolini e un invito esplicito: "Nello spirito della Resistenza, cacciamo il nuovo Mussolini Renzi, per il socialismo". Per il resto, tutto nella norma. Anche nei discorsi di Riviello e Biffoni che quest'anno hanno avuto un "leitmotiv" comune: l'accoglienza, in relazione alla grande ondata migratoria che colpisce l'Europa e per gestire la quale «occorre - hanno detto il presidente Anpi e il sindaco di Prato - ripescare i valori di democrazia, tolleranza e libertà propri della Resistenza e mai così attuali». «Gente perbene» ha sottolineato Riviello riferendosi alle piazza della Liberazione e dalle quali sono esclusi «i "furbetti", l'Italia xenofoba e tutti quegli uomini che si sentono forti quando massacrano le donne". Primo applauso a scena aperta. Netta, Riviello, sull'Europa che soffre del «virus del nazionalismo e del razzismo, che alza muri invece di abbatterli. Concludo - ha detto il presidente Anpi - con una frase di don Gallo: "L'indifferenza è l'ottavo vizio capitale"». Bis di applausi. Di "sfida" ha parlato il sindaco Biffoni, la sfida dell'accoglienza, appunto, e della necessità da parte di tutta Europa di affrontare la questione dell'immigrazione attraverso "la presa in carico". Per Biffoni l'esempio sono i partigiani e la loro lotta contro il nazifascismo: «Anche per loro sarebbe stato più comodo - ha detto - girarsi dall'altra parte, non vedere quello che stava succedendo, ma non l'hanno fatto. E hanno risposto riaffermando i valori della democrazia e della giustizia, scacciando chiusura e paure. Bene - ha concluso - ripartiamo da qui, dal 25 aprile". Applausi.Di Nuovo.
E il 25 Aprile è proseguito in piazza Università con la musica di “Bomba libera tutti”, il “concertone” organizzato da Alp, LeftLab e Anpi che ha portato Bobo Rondelli, clou della serata.(c.o.)
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