Gioco
Soltanto 8 circoli su 50 hanno rinunciato alle slot
Il comitato territoriale dell’Arci Prato continua il ciclo di incontri per sensibilizzare dirigenti e soci sul fenomeno della ludopatia. Le iniziative dei Comuni
PRATO. Tornare a riconoscersi come luoghi di aggregazione, di iniziative culturali, di dibattiti, frequentati da famiglie e persone di tutte le età. Ma non come spazi con slot e videopoker. E' il percorso che sta cercando di portare avanti, con gli stessi circoli, il comitato territoriale di Prato dell'Arci che venerdì sera al Ballerini di Mezzana ha chiamato a raccolta dirigenti e soci per il secondo incontro di approfondimento sulle ludopatie e il gioco d'azzardo. Una serie di appuntamenti fino a maggio, utili anche per fare un monitoraggio e capire quale sia la realtà del territorio.
Ad oggi i dati dell'Arci dicono che solo 8 sul totale dei circoli (circa 50), non hanno, o non più, al loro interno slot o videopoker. Ma molti adesso stanno iniziando a pensarci anche se il tema fa discutere gli stessi soci, com'è emerso venerdì sera, non solo per una questione di bilancio (che molti affermano di riuscire a far quadrare grazie alle 'macchinette') ma anche di scelte, di frequentatori e di controllo. Nel primo incontro il 12 aprile, a Carmignano, i soci hanno discusso della necessità di rinnovamento e di riavvicinare le persone all'Arci chiedendo anche formazione sulle ludopatie.
Al circolo di Mezzana durante il dibattito sono emerse opinioni diverse sul tema e su come affrontarlo. Anche chi vorrebbe togliere gli apparecchi dalle strutture, infatti, poi si scontra con quelli che un anno fa la presidente nazionale di Arci Francesca Chiavacci chiamò i "contratti capestro" dei gestori, a cominciare dai termini necessari per la disdetta e dalle elevate penali previste in caso di recessione anticipata. Il comitato territoriale è comunque deciso a mantenere aperto il dialogo senza imposizioni, pur riconoscendo la difficoltà di coinvolgere i soci anche in queste iniziative.
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Tra le proposte fatte durante il confronto di venerdì sera, l'adozione di regolamenti interni alle strutture per esempio su eventuali orari in cui si può giocare. Insomma procedere per gradi ma procedere. Anche perché intanto i Comuni stanno mettendo in campo azioni di contrasto al gioco d'azzardo: Vaiano per sostenere le attività che dichiarano di non aver mai installato o aver rimosso dai propri locali gli apparecchi di gioco riconosce un importo pari al 20% della Tari; Montemurlo ha approvato una mozione che impegna la giunta tra l'altro a prevedere misure per limitarne la diffusione. All'Arci intanto di ludopatie se ne torna già a discutere mercoledì 27 aprile alle 21 al circolo Risaliti di San Giusto.
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