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«Continua la militarizzazione della Festa del 25 Aprile»
PRATO. «Non condividiamo il tono trionfalistico con il quale è stato presentato sui mass media il programma "Bomba libera tutti" l'iniziativa di Alp, Anpi Prato e Left Lab, per ricordare la Festa...
PRATO. «Non condividiamo il tono trionfalistico con il quale è stato presentato sui mass media il programma "Bomba libera tutti" l'iniziativa di Alp, Anpi Prato e Left Lab, per ricordare la Festa della Liberazione». A dirlo è l’avvocato Francesco Mandarano dell’associazione Punto Rosso. «In effetti, non solo gli eventi in programma il pomeriggio del 25 Aprile in piazza dell'Università - commenta Mandarano - sono insufficienti per trasmettere ai pratesi il significato più profondo dell'epopea della Resistenza, vissuta dal Popolo Italiano dall'8 Settembre 1943 al 25 Aprile 1945, ma essi tentano di oscurare il significato molto negativo delle iniziative che si svolgono la mattina del 25 Aprile, organizzate dal Comune, dall'Anpi Provinciale e dal Prefetto di Prato. Infatti, durante la mattinata del 25 ci saranno una serie di iniziative, che non vedranno come protagonisti gli ultimi partigiani ancora in vita, bensì più semplicemente e più erroneamente le Forze Armate ed il Prefetto di Prato. In sostanza, ancora oggi continua la militarizzazione della Festa, del 25 Aprile introdotta, negli anni scorsi, dall'amministrazione comunale, guidata da Roberto Cenni, nel corso della quale erano i vari reparti delle Forze Armate a farla da padrone, con un numero eccessivo di militari di tutte le armi . In tale tipo di iniziative veniva dato appositamente eccessivo risalto all'aspetto militare dell'evento e veniva lasciato in disparte quello che è l'aspetto principale: Festa di Popolo, in quanto i Partigiani non erano militari di carriera, bensì contadini, studenti, operai, che hanno deciso di Liberare l'Italia dal nazifascismo, senza nulla pretendere in cambio.Significativo, molto significativo che durante la legislatura di Roberto Cenni, la canzone più gettonata era "Il Piave", mentre "Bella Ciao" era vietata».
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