Gioco
In aumento a Prato i nuovi casi di Tbc Allarme irregolari
Il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl «Un piano per aumentare le attività di controllo»
PRATO. Dopo un periodo di lieve diminuzione, dal 2013 ha ripreso a crescere il numero di notifiche di tubercolosi all'Unità Funzionale Igiene Pubblica e della Nutrizione della Asl di Prato. Dal picco del 2010 in cui il tasso di incidenza è arrivato a 35,2 notifiche per 100.000 abitanti (in Italia la stima al 2014 è di 6, in Toscana tra i 7 e 8) dal 2012, anno in cui l'incidenza è stata di 18,52 casi, il trend è tornato in ascesa: 20,5 nel 2013 e 21,36 nel 2014. Se si considerano i casi totali di tubercolosi: dai 50 del 2012 si è passati ai 74 del 2015. «Il fenomeno è all'attenzione da sempre» spiega Aldo Fedi direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Prato. Tanto che la Regione Toscana ne ha fatto la capofila del progetto di "Potenziamento della Sorveglianza e controllo della tubercolosi nell'Area Vasta Centro" che coinvolge oltre a quella di Prato, le Asl di Firenze, Empoli e Pistoia (oggi confluite nella Asl Toscana Centro). Una delibera che risale al 2014 (del 3 novembre quella regionale e del 27 quella della Asl 4) e che destinava a Prato nel triennio (2014/2015/2016) la somma complessiva di 588.000 euro per l'assunzione di assistenti sanitari e un medico per dare il via al piano di potenziamento straordinario. Una 'squadra' che ancora non è stata completata anche se, assicura Fedi, il finanziamento non andrà perso. «C'è già il personale infermieristico manca il medico ma arriverà - prosegue Fedi - il progetto proseguirà senz'altro anche nel 2017, il fenomeno della tubercolosi non si risolve certo in tre anni. L'obiettivo è di farlo diventare un intervento strutturale della Asl». Il progetto prevede infatti l'implementazione delle attività di controllo della tubercolosi riguardo alla gestione dei contatti di caso, alla corretta ricerca attiva della tubercolosi nella popolazione immigrata, nonché all'identificazione di nuovi casi nei gruppi di popolazione a rischio. Oltre all'alta presenza di stranieri in città, quella in particolare degli irregolari ha un impatto rilevante nell'incidenza della malattia. «Sono le fasce più a rischio che vivono in condizioni di sovraffollamento, con scarsa igiene - aggiunge Fedi - è una malattia comunque raramente mortale ma va curata per questo è importante la prevenzione e il controllo». Nel 2015 a Prato sono stati effettuati 757 esami con somministrazione del test di Mantoux, l'esame per evidenziare l'infezione da tubercolosi, con conseguente invio alle indagini diagnostiche di secondo livello, radiografia del torace e consulenza specialistica, di 202 pazienti. Dalle indagini diagnostiche di secondo livello sono stati individuati 3 casi di tubercolosi polmonare attiva, con relativo ricovero ospedaliero.
Camilla Bernacchioni
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