Proteste
I 100 anni del lanificio Bacci
Una festa al Museo del Tessuto e borse di studio per il Buzzi
PRATO. Gli impianti a Firenze, ma il cuore a Prato. Il lanificio Fratelli Bacci festeggia cent'anni di vita ripercorrendo la storia, iniziata in modo artigianale nella villa di famiglia, ma guardando anche al futuro. «Abbiamo la sede in una striscia di terra che, sebbene sia vicino a Sesto è già Firenze - spiega Filippo Bacci - ma abbiamo sempre guardato a Prato come punto di riferimento, visto la nostra produzione a vocazione tessile». Vicino al distretto pratese, ma con alcune differenze. «Da oltre trent'anni abbiamo abbandonato il cardato - continua Bacci - per specializzarci sulle lavorazioni di alta gamma come il cachemire, inoltre siamo associati a IdeaBiella». In un secolo di vita il lanificio Fratelli Bacci - oggi alla guida c'è la quarta generazione composta da cugini di vario grado - ha affrontato distruzioni (raso al suolo durante la seconda guerra mondiali), l'alluvione di Firenze in occasione del cinquantesimo compleanno, diverse crisi strutturali che hanno portato a razionalizzare personale e l'attività produttiva, ma anche numerosi successi. Oggi il fatturato - il 70% è destinato all' export - ha sorpassato i dieci milioni di euro, i dipendenti sono 41 e le più importanti griffe di moda sono tra i clienti del lanificio. «Lavorare su Firenze - continua Bacci - non è facile, siamo una realtà anomala rispetto al panorama economico, ma abbiamo voluto rimanere nella nostra sede storica, dove abbiamo investito in un depuratore, nell' impianto fotovoltaico, in macchinari all' avanguardia e in un piccolo reparto di orditura e di tessitura destinato alle campionature». Per festeggiare i cent'anni di attività la famiglia Bacci ha organizzato una festa al Museo del Tessuto di Prato e soprattutto ha finanziato quattro borse di studio per gli allievi dell' istituto Buzzi della specializzazione tessile.
Alessandra Agrati
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