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Prato

I soci della BpVi hanno perso tutto

I soci della BpVi hanno perso tutto

La conferma dell’amministratore delegato Francesco Iorio Sarà il Fondo Atlante a comprare i titoli invenduti a 10 cent

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PRATO. I soci della Banca popolare di Vicenza avevano (purtroppo) capito bene: le loro azioni sono di fatto carta straccia. Lo ha confermato ieri l’amminisratore delegato Francesco Iorio spiegando che il valore di 10 centesimi (a fronte di un prezzo originario di 62,5 euro) è quello a cui approderà il mercato.

Nell'ambito degli accordi raggiunti con Unicredit, il Fondo Atlante (quello creato per salvare tra le altre Banca Etruria) rileverà le azioni della Popolare non sottoscritte a un prezzo "non superiore al minimo", cioè pari 0,1 euro ad azione. Lo ha reso noto la Banca Popolare di Vicenza, su richiesta della Consob.

Gli accordi tra Unicredit e Atlante sul prezzo di sottoscrizione dell'inoptato dell'aumento di capitale della Popolare di Vicenza fanno emergere una valutazione dell'istituto berico, da parte del fondo, non superiore a 1,51 miliardi di euro. La valorizzazione include gli 1,5 miliardi di euro dell'aumento di capitale e dunque di fatto azzera il valore delle partecipazioni degli attuali 119mila soci della Popolare di Vicenza (5.217 solo a Prato), che negli scorsi anni avevano sottoscritto azioni a 62,5 euro l'una e ora le vedono valorizzate a non più di 10 centesimi, con una perdita del 99,84% sul loro investimento.

Se scatterà la garanzia del fondo Atlante per l'aumento di capitale della Popolare di Vicenza, l'operazione avrà luogo al prezzo minimo di 0,10 euro per azione. Lo ha confermato Francesco Iorio, amministratore delegato dell'istituto, uscendo dai lavori del comitato esecutivo dell'Associazione bancaria italiana «Il “bookbuilding” - ha spiegato Iorio - è un meccanismo di prezzo competitivo, vedremo quanto sarà riempito dall'offerta istituzionale. Se ci sarà un pezzo di non sottoscritto, a quel punto Atlante avrà il diritto di ritirare il non sottoscritto al prezzo minimo di 10 centesimi». A quel punto, ha aggiunto, «tutti comprano allo stesso prezzo». Se ci sarà quindi una quota di inoptato e interverrà il fondo Atlante, il prezzo delle azioni sarà fissato a 0,10 euro? «Corretto», ha risposto l’amministratore delegato.

Iorio ha poi ricordato che «il meccanismo del bookbuilding è un meccanismo di pricing competitivo» e comunque per tirare le somme bisognerà vedere «quanto sarà riempito il bookbuilding dall’offerta istituzionale».

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