Sicurezza
I genitori dicono no alla cooperativa che gestirà due materne
PRATO. Giù le mani dal servizio pubblico. Alzano la voce i genitori della scuola dell'infanzia di Fontanelle dopo la decisione del Comune di affidare con un bando la gestione di tre strutture...
PRATO. Giù le mani dal servizio pubblico. Alzano la voce i genitori della scuola dell'infanzia di Fontanelle dopo la decisione del Comune di affidare con un bando la gestione di tre strutture (materne di Fontanelle e Figline, nido di Tavola) a una cooperativa. E lo fanno attraverso una lettera che hanno fatto recapitare venerdì scorso al sindaco MatteoBiffonie nella quale espirmono dubbi e preoccupazione. «Siamo rimasti molto delusi dalle modalità scelte dagli assessori nel gestire questa situazione - scrivono - Non ci sembra corretto che pochi giorni dopo la "ri-conferma" ad iscrivere i nostri figli al nuovo anno ci vengano cambiate le carte in tavola. Sindaco ci permetta di dire che a scegliere per i nostri figli ci pensiamo noi genitori e non ci va giù che altri lo facciano al posto nostro. Abbiamo scelto una scuola comunale basandoci su certi criteri. Le scelte fatte dal Comune vanificano i nostri sforzi». Ricordano il problema dell’anno passato: nuovi inserimenti e formazione di nuovi gruppi. Situazione superata anche grazie all’aiuto delle maestre. «Quindi capisce - proseguiano - quanto grave reputiamo che ci vengano tolte le figure di riferimento dei nostri figli. Nella scelta che abbiamo fatto nell'iscrivere i nostri figli a questa scuola c'era proprio l'aver visto un ambiente ben strutturato con un gruppo di insegnanti che lavorano insieme da anni. Un gruppo di insegnanti che funziona. Ci spiega la coerenza nel distruggerlo?» E ancora: «Abbiamo enormi dubbi su questa "sperimentazione" e poi ci permetta di dire che proprio non vogliamo che nessuno sperimenti sui nostri figli». I genitori non accettano che «il Comune non assuma perché spera che lo Stato prenda in gestione la nostra scuola ma prima di farlo se ne "libera" dandola in gestione ad una coop. Le chiediamo - concludono - di intervenire su questa vicenda. Di essere la voce di genitori preoccupati per un futuro incerto e su chi si occuperà dei nostri figli».
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