Il Tirreno

Prato

Fermato il feritore dell'accoltellato di via Siena

Il coltello usato dall'aggressore di via Siena
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Il coltello usato dall'aggressore di via Siena

I carabinieri di Prato hanno bloccato un giovane marocchino in procinto di lasciare la città. Bloccato nel suo appartamento in via delle Badie

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PRATO. I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno sottoposto a fermo un marocchino di 23 anni, disoccupato. Il giovane è accusato di tentato omicidio per aver ferito un connazionale nel tardo pomeriggio di martedì 19, in via Siena. L’aggressione è avvenuta con un grossso coltello e ha provocato quasi il distacco di una gamba della vittima, con pericolo di dissanguamento.

Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri ed Egidio Celano hanno permesso di raccogliere numerosi elementi di colpevolezza a carico del giovane nordafricano, consentendo così la sua identificazione certa. Il giovane subito dopo l’aggressione aveva fatto perdere le sue tracce per paura di essere arrestato, ma le indagini hanno permesso di individuare il suo nascondiglio, ossia un appartamento occupato abusivamente in via delle Badie.

Il blitz dei carabinieri è scattato nella notte e, dopo aver circondato lo stabile, hanno fatto irruzione sorprendendo il giovane che, vistosi circondato, non ha opposto resistenza. L’indagato è stato sorpreso con la somma in contanti di 1.700 euro, denaro che probabilmente gli sarebbe servito a preparare il viaggio.

Le indagini infatti hanno permesso di accertare che il giovane, intimorito dalla imminente cattura, era in procinto di partire per tornare in Marocco, dopo un sosta a Parigi, città nella quale avrebbe alcuni agganci. Piano che non ha potuto attuare grazie all’intervento di militari del Nucleo Investigativo.

Gli investigatori sono al lavoro per cercare delle connessioni con l’ aggressione avvenuta alcuni giorni fa in piazza Mercatale, nella quale è stato gravemente ferito un altro marocchino. Stando ai precedenti dei soggetti coinvolti e al contesto in cui sarebbero nate le aggressioni, è probabile che il movente sia legato al controllo di traffici illeciti nel centro di Prato da parte di alcuni gruppi di nordafricani. Il giovane marocchino si trova ora alla Dogaia dove attenderà la convalida da parte del giudice per le indagini preliminari.
 

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