Sicurezza
Protestò per le presunte molestie alla figlia: rinviato a giudizio
Il padre dovrà rispondere di violenza privata nei confronti di alcune insegnanti del Liceo artistico di Montemurlo, resistenza, minaccia e lesioni per una gomitata a un carabiniere. Cinque militari si sono costituiti parte civile
PRATO. La figlia adolescente aveva denunciato per molestie uno dei suoi professori. E come prova aveva registrato anche un colloquio che poteva suonare particolarmente equivoco. E quando il docente, dopo le vacanze natalizie, era rientrato a scuola il padre (avvertito dalla figlia) non ci aveva visto più ed era andato su tutte le furie davanti ai cancelli del liceo Brunelleschi di Montemurlo. Ma anche qualcosa in più visto che poi la situazione gli era sfuggita di mano anche in caserma dove era stato accompagnato dai carabinieri intervenuti davanti all'Istituto.
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Ieri, 19 aprile, in sede di udienza preliminare, il gip Silvia Isidori ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Antonio Sangermano (sostituito in aula dalla collega Laura Canovai) nei confronti del padre della ragazza. A ottobre l’uomo sarà quindi chiamato a rispondere, davanti al giudice Fedelino, di violenza privata nei confronti di alcune insegnanti che avevano tentato di fermarlo all'interno dell'Istituto gettando particolare scompiglio, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale per il comportamento tenuto mentre la ragazza veniva sentita dai carabinieri e lesioni aggravate sempre nei confronti di un militare per un violenta botta data dal padre allo zigomo con una gomitata. I militari offese sono in tutto otto e si sono costituiti in cinque parte civile assistiti dagli avvocati Fabio Generini, Francesco Stefani e Stefano Belli.
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Un rinvio a giudizio quasi scontato anche per l'avvocato del padre, Alberto Cavaciocchi, che conta però in sede di dibattimento di poter portare nuovi elementi alla ricostruzione della vicenda. Da evidenziare che l’inchiesta sulle presunte molestie dell'insegnante è stata fin da subito archiviata.
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