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Prato

Quelli che vivono in mezzo ai rifiuti

Quelli che vivono in mezzo ai rifiuti

Una incredibile situazione di degrado nei garage di via Baldinucci, tra l’Hotel President e la sede dell’Unione industriale

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PRATO. Il degrado, quasi sempre mescolato alla sofferenza umana e spesso all’illegalità, è a due passi dai palazzi del potere. In questo caso del potere economico. Basta dare un’occhiata ai garage di via Baldinucci, alle spalle del palazzo di via Valentini che ospita la sede dell’Unione industriale e fino a un paio di anni fa della Camera di commercio.

Nel giro di cento metri si trovano due esempi di vite ai margini. E di luoghi trasformati in qualcosa di molto diverso da quello per cui erano stati pensati e costruiti.

Il primo è proprio alle spalle del palazzo dell’Unione. Nella piazzetta usata come parcheggio c’è una rampa che si allunga verso il sottosuolo e non porta a niente. Lì da qualche mese, dicono i residenti, hanno trovato “casa” un padre e un figlio senza tetto. In fondo alla rampa hanno sistemato un paio di giacigli e ci passano la notte. Così hanno superato l’inverno, tornando tutte le sere nella loro casa improvvisata, avvolti nelle coperte, e certamente ringraziando la clemenza di una stagione che non è mai stata così calda come quella passata. Ma certo non è vita.

E giorno dopo giorno, come accade regolarmente in situazioni di questo tipo, intorno ai giacigli si è accumulata quella che apparentemente sembra una discarica, sacchetti, masserizie. Ora il cattivo odore risale la rampa e si sente anche dai palazzi vicini. I residenti dicono di aver segnalato la presenza dei due senza tetto alle forze dell’ordine, ma finora tutto è rimasto così.

Poche decine di metri più avanti la scena è molto simile. Accanto al parcheggio dell’Hotel President c’è un’altra rampa. Questa porta ai garage interrati, ma prima del cancello con le sbarre c’è un locale sulla destra abbastanza ampio, che un altro o più senza tetto hanno trasformato nella loro casa. Qui l’arredamento è un po’ più curato e ricorda i garage occupati da clochard cines e sgomberati mesi fa dalla polizia in via Respighi, a San Paolo.

Una fila di panni serve per dividere l’interno, se così lo vogliamo chiamare, dall’esterno. Ma soprattutto c’è un ammasso di biciclette e pezzi di biciclette che hanno tutta l’aria di essere rubate. I residenti raccontano di un paio di nordafricani che quasi ogni sera scendono la rampa portando per mano una o più biciclette. Forse le rivendono ad altri disperati, forse vendono solo i pezzi di ricambio, certamente anche loro vivono in una situazione di estremo degrado igienico che non sembra destinata a migliorare in assenza di un intervento.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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