Sicurezza
Metalmeccanici in sciopero per il contratto
Mercoledì 20 il presidio organizzato dai sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil davanti al palazzo dell’Industria a Prato
PRATO. Si va allo sciopero. Mercoledì 20 davanti al palazzo dell'industria di via Valentini, dalle 14 alle 17 si terrà il presidio dei lavoratori del settore metalmeccanico, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di categoria. L'agitazione, indetta da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, ha come oggetto il rinnovo del contratto nazionale, scaduto lo scorso 31 dicembre e ancora in sospeso per il mancato accordo con la controparte di Federmeccanica-Assistal. Tra i punti in discussione, i nodi relativi agli aumenti salariali: secondo i sindacati l'aumento contrattuale riguarderà solo il 5% degli operai impiegati nella metalmeccanica e non si tratterà di un incremento ex-novo bensì di una assegnazione di soldi già dovuti.
«La proposta di rinnovo di Federmeccanica prevedeva un aumento di 37 euro mensili (485 euro l'anno) ad una quota pari al 5% dei lavoratori -spiega Cora Prussi Fim Cisl- una miseria, se si considera che questi lavoratori non percepiscono la 14 esima mensilità. In pratica i 37 euro (485 euro su 12 mesi) sarebbero l'equivalente dell'elemento perequativo annuale, è inaccettabile».
E anche se nella provincia di Prato il settore sta dando segnali di ripresa, proprio la patata bollente del mancato rinnovo rischia di mettere il freno ad una situazione per certi versi ancora precaria: «Nel territorio pratese sono interessate dal rinnovo contrattuale tante aziende che stanno bene e sono in fase di ripresa, dopo anni di cassa integrazione -specifica Manuela Marigolli Fiom Cgil- l'accordo beffa proposto da Federmeccanica ci vuole riportare indietro e obbligare gli operai e le loro famiglie a sopportare sacrifici che hanno già dovuto sostenere. Il rischio è snaturare i tradizionali contratti collettivi e noi non ci stiamo». Nella provincia di Prato gli addetti del settore metalmeccanico superano le 2mila unità, si arriva ad un totale di 4mila considerando i metalmeccanici che lavorano come terzisti, ma questi ultimi non sono interessati dallo sciopero essendo inquadrati come artigiani ed avendo perciò un diverso contratto nazionale di categoria. Gli scioperanti si asterranno dal lavoro nelle quattro ore precedenti alla fine del turno lavorativo.
«E' in gioco il meccanismo stesso dell'aumento salariale» commenta Davide Materazzi, segretario responsabile Uilm Firenze.
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