Attenzione
Tessile, lavoro nero e delitti
“Il silenzio ostinato dei traditori”, primo romanzo (digitale) del sindacalista Sandro Malucchi, è ambientato a Prato
PRATO. Un licenziato del settore tessile, il lavoro nero, la massoneria, la comunità cinese, omicidi seriali. C'è tutto questo nel primo romanzo di Sandro Malucchi, sindacalista della Cgil che, per «rispondere a un'esigenza personale» ha deciso di mettere nero su bianco una storia - dal titolo "Il silenzio ostinato dei traditori" - che ha molto a che vedere con Prato (qui è ambientato) ma anche con la sua visione della città. E con se stesso: «l'esigenza di tornare a raccontare storie e persone la percepisco anche nel sindacato stesso». Acquistabile su Amazon (in formato Kindle) il romanzo digitale, appena pubblicato, conta già come si legge sul sito nella pagina del libro, recensioni più che positive; un lettore lo definisce «una finestra su Prato e la società contemporanea. Culturalmente prezioso, umanamente ricco».
Protagonista Andrea Solimani uno dei tanti licenziati del tessile pratese, ma anomalo perché una figura amministrativa e non operaio pur sempre vittima, come molti pratesi, della crisi del 2008. Diventa investigatore privato pagato a nero grazie alla sua appartenenza alla loggia massonica. Indaga su amanti clandestini e piccole truffe finché non viene incaricato di partecipare a delle indagini su omicidi seriali avvenuti nella comunità cinese di Prato. «Avevo da tempo in mente il canovaccio - spiega Malucchi - poi ho iniziato a scrivere ed è stata la storia stessa a prendere il sopravvento».
Anche se, ammette: «nel romanzo c'è molto di me, della mia esperienza come operatore sociale - continua Malucchi - ci sono poi città che mi sono care oltre a Prato, Firenze e Trento, raccontate ovviamente in modo funzionale al romanzo per il quale ho dovuto fare un lavoro anche di ricerca per rendere credibili le situazioni come le truffe, i rituali». Una storia dove emergono alcune peculiarità del distretto visto con gli occhi di Solimani. «Il lavoro nero, il disoccupato che si riconverte, la crisi del tessile, la massoneria - sottolinea l'autore - ma nessuna morale finale, il protagonista stesso non è esattamente una figura positiva».
Come singolare strumento di promozione del suo esordio letterario, Malucchi ha scritto, subito dopo il libro, un racconto breve - "Il coraggio di Nara" con riferimento, voluto, al Centro antiviolenza di Prato - che vede sempre protagonista Solimani alle prese con un'indagine sempre tutta pratese su un omicidio, sullo sfondo la stazione di Porta al Serraglio e il centro antiviolenza. Non mancherà, assicura l'autore, il secondo romanzo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
