Sicurezza
Dislessia, attesa di un anno per la visita
Prato, a Neuropsichiatria l’organico è insufficiente e aumentano le richieste delle famiglie per sottoporre i propri figli con disturbi di apprendimento al controllo
PRATO. Meno di un minuto per avere una risposta dal Cup della Asl, operatrici cortesi, ma per una visita di valutazione di Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) a Prato ci vuole più di un anno. La prima data utile, per una visita da un neuropsichiatra a un bambino con sospetta dislessia è il 29 maggio del 2017; «altrimenti vediamo, aspetti che verifico» dice l'operatrice «No, c'è posto anche a marzo sempre del 2017». Un problema non nuovo già emerso poco meno di due anni fa, (a novembre 2014 risultavano già prenotati tutti i posti disponibili per il 2015) al quale il direttore dell'unità complessa di neuropsichiatria infantile della ex Asl 4 Marco Armellini aveva annunciato di voler far fronte sottolineando anche l'aumento esponenziale delle richieste.
«In questo momento siamo carenti di 3 unità a livello di personale - spiega Armellini - ancora non ha preso servizio uno psicologo inviato in sostituzione di un pensionamento, poi malattia e maternità e per noi 3 persone in meno rappresentano più o meno 30 visite non evase nel servizio». La visita 'certificata' dall'azienda sanitaria permette di usufruire di strumenti compensativi a scuola e agevolazioni ai bambini per esempio con dislessia.
C'è poi un altro aspetto secondo Armellini: «Sono gli insegnanti a indirizzare il genitore dell'alunno dal neuropsichiatra per una valutazione di Dsa sul figlio e credo che ci sia un eccesso di sollecitazione da parte delle scuole stesse». Le richieste di diagnosi, infatti, continuano ad aumentare. «Per questo abbiamo anche fatto uno studio sulle prime visite e gli esiti - prosegue - ed è risultato che sulla totalità delle richieste dello scorso anno almeno nel 50% dei casi non è stata riscontrata alcuna».
Si crea così un circolo vizioso, secondo Armellini: «Appena un bambino mostra dei segnali di caduta dell'attenzione o minima difficoltà di apprendimento sembra che la prima cosa che viene fatta da parte degli insegnanti è indirizzare i genitori a fare la visita per verificare se il figlio ha disturbi di apprendimento, anche questa se vogliamo è una forma di stigmatizzazione nei confronti di chi magari per tanti motivi rimane un po' indietro rispetto alla classe».
Armellini si dice poi «disperatamente ottimista» sul fatto che la nuova Asl di area vasta possa portare a breve dei miglioramenti nelle liste d'attesa. «Con questa carenza di personale al momento per noi è difficile anche tenere il passo del lavoro quotidiano - conclude il neuropsichiatra - e le tante richieste di prime visite per i Dsa rischiano anche di togliere tempo e risorse per seguire casi gravi». Oltre un anno per una diagnosi è comunque un tempo eccessivo. «Non è certo una giustificazione ma lo stato delle cose».
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