Il Tirreno

Prato

Un'officina per riparare mezzi agricoli al carcere della Dogaia

Alessandra Agrati
Da sinistra Iole Toccafondi,  garante per i diritti dei detenuti del Comune di Prato,  Sergio Giostri presidente associazione Marchi, Vincenzo Tedeschi direttore della Dogaia,  Gabriella Lai presidente dell' Associazione  Barnaba e Celine Calistri direttore Acli Prato
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Da sinistra Iole Toccafondi, garante per i diritti dei detenuti del Comune di Prato, Sergio Giostri presidente associazione Marchi, Vincenzo Tedeschi direttore della Dogaia, Gabriella Lai presidente dell' Associazione Barnaba e Celine Calistri direttore Acli Prato

Il progetto, possibile grazie all'associazione Barnaba e all'Acli di Prato, coinvolgerà 15 detenuti che saranno opportunamente formati. L’obiettivo è formare una cooperativa

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PRATO. Un' officina meccanica specializzata nella riparazione di mezzi agricoli, dai trattori ai decespugliatori, con sede all' interno della casa circondariale della Dogaia. Il progetto, finanziato dall'associazione Marchi con 38mila euro, verrà realizzato con la collaborazione dell'associazione Barnaba e l'Acli di Prato e coinvolgerà quindici detenuti. «All' interno della casa circondariale - ha spiegato il direttore Vincenzo Tedeschi - esiste già una piccola officina, ma con questo progetto possiamo ampliarla, oltre a formare quindici persone, vorremmo creare una cooperativa che possa gestire l'attività assumendo anche i lavoratori». Un duplice obiettivo quindi: insegnare un mestiere ai carcerati, ma anche creare posti di lavoro. «Prima di proporre questo progetto - ha spiegato Gabriella Lai presidente dell'associazione Barnaba - abbiamo condotto una piccola indagine di mercato: la richiesta da parte degli operatori di avere un punto specializzato per riparare macchinari agricoli esiste. Anzi saremmo l'unica realtà nella zona».


I tempi sono però ancora lunghi: a settembre inizierà il corso formativo di cui 16 ore saranno teoriche e dedicate alla sicurezza nei luoghi di lavoro, mentre le altre 14 prevedono un insegnamento pratico da parte di formatori specializzati. A regime si dovrebbe andare verso l'inizio del prossimo anno.
«L'Acli - ha sottolineato Celina Calistri direttore Acli Prato - collabora per questioni amministrative con la casa circondariale, ora siamo stati coinvolti nel percorso che porterà i detenuti ad ottenere un diploma di specializzazione spendibile in tutta la Regione». L'associazione Marchi finanzierà l'intero progetto acquistando fondamentalmente nuovi macchinari. «Quelli esistenti - precisa il presidente Sergio Giostri- non sono sufficienti, bisognerà anche fare lavori di adeguamento della struttura». I detenuti coinvolti avranno un periodo formativo di circa sei mesi, poi saranno impegnati per quattro ore al giorno nell' attività di riparazione. «La vita nella casa circondariale - ha spiegato Iole Toccafondi garante per i detenuti- deve essere scandita anche da attività che possano aiutare il detenuto, una volta in libertà , a potersi reinserire all' interno della società».

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