Il Tirreno

Prato

L'assessore Faggi duro sul Creaf: "Gestione scellerata"

Vittorio Vannucci
L'assessore Faggi duro sul Creaf: "Gestione scellerata"

L'amministratore del Comune ipotizza un incontro con gli altri soci in tempi brevi: «Valutiamo di sciogliere la società». Mazzetti (Forza Italia): «E’ stato un investimento fallimentare. Prendiamone atto"

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PRATO. La bufera Creaf, il centro per la ricerca sul tessile di via Galcianese mai partito e finito nell'occhio del ciclone per l'inchiesta aperta dalla Procura che ipotizza la malversazione, continua a scuotere i palazzi della politica pratese e toscana. E proprio sull'onda dell'inchiesta in corso, il vicesindaco di Prato con delega alle partecipate Simone Faggi arriva a ipotizzare una decisione a breve sulla sorte della società: «Ci dobbiamo riunire con i soci e prendere una decisione entro tutta l'estate - commenta Faggi - dobbiamo capire se vale la pena andare avanti o piuttosto se è il caso di sciogliere la società».

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E ad oggi il Comune di Prato è il soggetto con maggiore peso dentro Creaf, essendo il sindaco Matteo Biffoni di fatto rappresentante sia come presidente della Provincia sia come principale azionista della partecipata tra i Comuni. «In questi due anni abbiamo tentato di tutto di più per fare partire il centro - continua Faggi- ci proveremo fin quando sarà possibile, ma ereditiamo una gestione scellerata delle risorse risalente al passato e non si può più andare avanti così».

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L'inchiesta della magistratura sta analizzando fatti e documenti sulla gestione della società, nata nel 2004 per volere della Provincia e della Regione: «Si individuino le responsabilità, si stabiliscano i fatti, si faccia luce, dal comune arriverà massima collaborazione». E sul Creaf e sull'inchiesta in corso arriva anche il pungolo dell'opposizione: «Da anni presentiamo ricorsi alla Procura della Corte dei Conti e al difensore civico della Toscana - dice la coordinatrice provinciale di Forza Italia Erica Mazzetti - soprattutto riguardo alla mancata restituzione del finanziamento da 6 milioni di euro fatto dalla Provincia per Creaf e non rimborsato in dispregio alle tassative norme di legge. Né la Corte dei conti né il Difensore civico regionale hanno inteso assumere iniziative. Tale somma avrebbe potuto essere impiegata in altri e più importanti modi nell’interesse dei cittadini». E ancora: «E’ senz’altro positivo che la magistratura inquirente abbia inteso procedere all’esame della storia del Creaf e speriamo che anche la magistratura contabile voglia dare risposta alle ripetute sollecitazioni. Quanto al Creaf bisogna tirare una riga. Prendere atto che l’investimento è stato fallimentare, richiedere il conto ai responsabili e chiudere una triste pagina della provincia di Prato».

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