Il Tirreno

Prato

Il perito: "Il tamponamento mortale poteva essere evitato"

di Paolo Nencioni
Il sostituto procuratore Antonio Sangermano
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Il sostituto procuratore Antonio Sangermano

La relazione del tecnico al processo a carico di due camionisti che trasportavano gasolio di contrabbando e provocarono un incidente sull'A1 dentro la galleria delle Croci

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PRATO. I camionisti che trasportavano gasolio di contrabbando potevano evitare la tragedia e non lo hanno fatto. Queste le conclusioni del perito nominato dal Tribunale nel processo a carico di Ferdinando Scognamiglio, imputato insieme a Pasqualino Birra per la morte di Francesco Spinelli, deceduto a 35 anni, nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2012 a causa di un tamponamento dentro la galleria delle Croci di Calenzano, sull’Autostrada del Sole.

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Ma per la Procura non fu un normale incidente. Agli imputati è stata contestata l’accusa di omicidio volontario per dolo eventuale. In altre parole, significa che secondo il pubblico ministero Antonio Sangermano avrebbero accettato il rischio che qualcuno si facesse molto male pur di cancellare la prove di un altro reato.

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La contestazione dell’omicidio volontario infatti è arrivata al termine di un’inchiesta che ipotizza un enorme contrabbando di gasolio al quale Scognamiglio e Birra avrebbero partecipato. Quella notte, secondo la Procura, i due erano sul camion che stava trasportando una cisterna carica di gasolio verso nord e si sarebbero accorti che uno dei pneumatici aveva preso fuoco ancora prima di entrare nella galleria delle Croci. Questo lo ha detto ieri il perito davanti al giudice dell’udienza preliminare. Ma anziché fermare il camion fuori dalla galleria, entrarono dentro e, mentre la cisterna cominciava a bruciare, sganciarono la motrice e ripartirono senza chiamare i soccorsi. Alle loro spalle si verificarono due tamponamenti, il secondo dei quali fu fatale a un altro camionista, Francesco Spinelli. A una precedente udienza il pubblico ministero ha chiesto una pesante condanna per Scognamiglio e Birra. Il giudice deciderà a settembre.

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