Il Tirreno

Prato

Creaf, agli atti dell'inchiesta c'è anche la compravendita dell'immobile

di Paolo Nencioni
L'intervento della guardia di finanza in Provincia
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L'intervento della guardia di finanza in Provincia

Acquistato all'asta da un privato per circa 5 milioni, fu rivenduto alla Provincia per 8 milioni e 450mila euro. Ma sulla cessione non c'è l'ipotesi di malversazione

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PRATO. Negli atti dell'inchiesta aperta dal sostituto procuratore Lorenzo Boscagli sul Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione che non ha mai visto la luce nonostante se ne parli da 13 anni e ci siano stati spesi almeno 22 milioni di soldi pubblici, c'è anche l'acquisto dell'immobile di via Galcianese, l'ex Lanificio Olmi, che fu comprato dalla Provincia per 8 milioni e 450mila euro più Iva un paio di anni dopo che un imprenditore pratese l'aveva acquistato all'asta per circa 5 milioni di euro. Ma la compravendita dell'immobile, se anche si dimostrerà che fu un cattivo affare per la Provincia, non rientra nell'ipotesi di malversazione su cui al momento sta lavorando la Procura.

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L'articolo 316 bis del Codice penale, l'unica ipotesi di reato al momento, è stato confermato, riguarda invece tutti coloro che "estranei alla pubblica amministrazione", ricevono fondi pubblici destinati a opere o ad attività di pubblico interesse e non li usano per queste finalità. Dunque, in teoria, gli organi della società Creaf srl. La Procura comunque conferma che al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Partendo dall'esposto presentato nel settembre 2015 dalla consigliera comunale Marilena Garnier, cui è stato aggiunto quello depositato due anni prima da Riccardo Bini e altri due consiglieri provinciali, ancora più documentato fanno notare gli inquirenti, si è voluto verificare se gli ingenti fondi pubblici ottenuti da Creaf srl siano stati usati per lo scopo a cui erano destinati. Se poi questo venisse accertato, si passerebbe all'individuazione delle eventuali responsabilità penali.

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I documenti sequestrati riguardano tutto l'arco temporale dalla costituzione della società Creaf fino ai giorni nostri. Ci vorranno settimane, se non mesi, ai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, cui sono delegate le indagini, per esaminare la mole della documentazione acquisita.

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