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Prato

Biffoni spera di aprirlo tra 7 mesi

Biffoni spera di aprirlo tra 7 mesi

La previsione del sindaco: «Altrimenti qualcuno dovrà rendere i soldi all’Europa»

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PRATO. «È oggettivamente inaccettabile che dopo 15 anni il Creaf sia ancora chiuso e lo abbiamo detto più volte. Infatti, stiamo cercando da un anno e mezzo, nonostante il bilancio in forte difficoltà che Creaf srl già registrava, di aprire finalmente il centro e molte realtà si sono dimostrate interessate. L'alternativa, ovvero chiudere la società, costerebbe 20 milioni di soldi pubblici».

Questo il commento a caldo del sindaco (e presidente della Provincia) Matteo Biffoni. Poi al telefono spiega: «In realtà il Creaf, o come si chiamerà, eravamo molto vicini a riempirlo, ci sono state numerose dimostrazioni di interesse, ma ora bisognerà vedere come reagiranno all’inchiesta della magistratura quei soggetti che volevano trovare casa lì».

In teoria non cambia nulla, non c’è nessun provvedimento di sequestro dell’immobile.

«E infatti noi puntiamo ad aprirlo nel novembre di quest’anno» dice Biffoni. Il sindaco è ben cosciente che altri prima di lui hanno fatto le stesse promesse, poi non mantenute, ma sembra deciso ad andare fino in fondo. «Anche perché - chiosa - non bisogna dimenticare che, essendo stato finanziato anche con fondi dell’Unione europea, se poi il Creaf non viene inaugurato qualcuno sarà chiamato a restituire i soldi che sono arrivati da Bruxelles». Quel qualcuno in teoria dovrebbe essere lo stesso Creaf, le cui risorse però non basterebbero, e forse non basterebbe nemmeno mettere all’asta l’immobile di via Galcianese. «Per questo mi auguro, per il bene della città - chiude Biffoni - che il progetto vada avanti». (p.n.)

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