Sicurezza
Cento dipendenti senza stipendio
L’Agorà Toscana gestisce le Rsa di Paperino e di Cicignano fornendo assistenza domiciliare anche a 65 anziani
PRATO. Da tre mesi cento dipendenti della cooperativa Agorà Toscana di Arezzo, che gestisce le Rsa di Paperino, quella di Cicignano a Montemurlo e fornisce assistenza domiciliare a 65 anziani, non ricevono lo stipendio, nonostante una tentata conciliazione avvenuta in Prefettura. Una situazione pesante che ha portato ieri i lavoratori a organizzare un presidio davanti alla sede dell' assessorato al sociale e della Casa della Salute per chiedere al Comune di intervenire. Il bando indetto tre anni fa dall' Asl, oggi casa della salute, avrà validità ancora per cinque anni, quindi i sindacati hanno chiesto all’assessore Luigi Biancalani di convocare un incontro con i vertici della cooperativa. L'assessore ha garantito che lo farà cercando anche di capire la situazione economica della cooperativa e ha confermato che l'amministrazione, per quanto riguarda la sua quota relativa a 46 utenti paga regolarmente la cooperativa. «Non possiamo andare più avanti così - spiegano gli operatori sociosanitari con contratto a domicilio - dobbiamo anticipare noi la benzina, abbiamo l'usura dell’auto perché il contratto prevede l'utiulizzo di un nostro mezzo. Devono ancora pagarci il mese di febbraio». Secondo i dipendenti, 50 a Paperino, 40 a Montemurlo e 16 al servizio domiciliare, la cooperativa non garantisce neppure i guanti igienici o la pastina per la minestra. «Dobbiamo arrangiarci -continuano i lavoratori - non c'è modo di avere risposte dalla xooperativa continuano a rimandare i pagamenti, ci consegnano la busta paga, ma non fanno i bonifici. Inoltre, se si va avanti così non riusciremo neppure a fare le ferie. Siamo in pochi e dobbiamo gestire una grande mole di lavoro. Spesso smontiamo alla mattina e dobbiamo fare subito anche la notte».
Preoccupati anche i sindacati. «Abbiamo avuto diversi in contri con i dirigenti della cooperativa Agorà- spiega Christian Paci Cisl Prato-Firenze- ma sono rimaste parole vuote, di fatto gli stipendi sono in arretrato da tre mesi e comunque è troppo tempo che la situazione non si riesce a stabilizzare». «E' una questione anche sociale- spiega Patrizia Pini Uil - non c'è mai una data certa e i lavoratori invece hanno scadenze sicure». «Fino ad oggi - aggiunge Andrea Carli della Cgil - i dipendenti hanno fatto miracoli, ma ora abbiamo la preoccupazione che la situazione possa ripercuotersi anche sugli utenti». A fianco degli utenti anche lo Spi Cgil di Prato, mentre il consigliere regionale Nicola Ciolini chiede una revisione dei parametri dei bandi. «La cooperativa è in regola con il Durc- ma per assurdo non paga gli stipendi. Bisogna mettere clausole precise che conteggiano anche i salari».
Alessandra Agrati
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