Gioco
Balletto osé, salta il faccia a faccia
L’insegnante del Gramsci Keynes ripresa nel video ha inviato un certificato e non si è presentata
PRATO. L’atteso faccia a faccia non c’è stato. Non si è presentata a scuola l'insegnante di 65 anni dell'Istituto Gramsci Keynes d finita venerdì al centro del caso di un caso dopo la diffusione di un video che la ritrae mentre improvvisa un balletto dietro la cattedra mostrando il reggiseno agli studenti di una seconda classe.
La docente ha inviato alla scuola un certificato medico e probabilmente non sarà in classe nemmeno nei prossimi giorni. La preside Maria Grazia Tempesti ha preso atto del certificato e dopo aver aperto un procedimento disciplinare ha inviato gli atti all'Ufficio scolastico provinciale, che dovrà decidere eventuali provvedimenti. La docente, che per ora tace, ha 15 giorni di tempo per inviare le proprie contro-deduzioni. La preside Tempesti dice di non averci parlato venerdì, quando è stata informata del video che stava circolando, e nemmeno ieri. Non è stato dunque possibile capire il motivo di quel balletto e il contesto in cui è avvenuto (la preside dice durante la ricreazione, alcuni studenti dicono nella piccola pausa tra una lezione e un'altra). La preside dice di non aver proposto alcun tipo di provvedimento quando ha avviato l’azione disciplinare.
I docenti del Gramsci Keynes in una lunga lettera diffusa ieri difendono l'operato della preside dicendo che l'istituto di via di Reggiana è una scuola seria e che la dirigente non può essere accusata di lassismo. Intanto il sottosegretario alla Pubblica istruzione Gabriele Toccafondi torna sul caso di Prato con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook nel quale invita a non alzare "ulteriori polveroni" e ad affidarsi alle determinazioni che saranno prese dalle autorità scolastiche.
Nei corridoi del Gramsci Keynes ieri mattina alla ripresa delle lezioni c’era un misto di imbarazzo e irritazione. I collaboratori della preside hanno spiegato ai cronisti che la dirigente non avrebbe parlato con nessuno (poi però ha risposto al telefono), la vicepreside ha detto di essere occupata, gli stessi studenti non avevano troppa voglia di parlare.
Lezioni regolari, comunque nella scuola di via di Reggiana. I ragazzi parlano malvolentieri della questione, sembrano quasi rassegnati. Durante la pausa pranzo sono quasi tutti al bar della scuola, come sempre si ritrovano a chiacchierare ma l'argomento non è l'insegnante.
«Nessuno ha commentato - rispondono in modo sbrigativo - non c'è niente da commentare». Eppure il clima non è sereno. «Gli insegnanti sono arrabbiati - spiega un alunno - perché è uscita una brutta immagine della scuola e si teme che il comportamento della professoressa venga percepito come quello dell' intero corpo insegnati».
Per tutta la mattina si sono rincorse voci sul destino della prof: è stata sospesa, licenziata in tronco, è in malattia, è stata trasferita. «Non hanno fatto chiarezza - spiega un genitore - In una situazione del genere mi aspettavo che la preside ci convocasse per darci spiegazioni, invece tutto è stato fatto passare sotto silenzio». Qualcuno tra i docenti ha anche indirizzato parole pesanti verso chi ha pubblicato il video accusandoli di infangare il nome della scuola.
Alessandra Agrati
Paolo Nencioni
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