Sicurezza
«Spacciatori nel market» Il Tar approva la chiusura
Respinta la richiesta di sospensiva dello stop di un anno al phone center finito al centro del servizio delle “Iene” sul centro storico in balìa dei pusher
PRATO. L’ordinanza sindacale di chiusura per un anno dell’Igho Market di via Tintori, così come già avvenuto nel caso del market di via Santa Margherita, è legittima e fondata. A dirlo è il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana che giovedì ha respinto la richiesta di sospensiva dell'ordinanza avanzata dai titolari dell'impresa. Lo rende noto il Comune. «In attesa dell'udienza di merito e quindi della sentenza definitiva - si legge in una nota diffusa dall'amministrazione - l’ordinanza del Tar segna comunque un passo importante perché, alla luce della copiosa documentazione presentata dal Comune di Prato, riconosce il supporto di adeguati riscontri alle motivazioni che hanno spinto il sindaco Matteo Biffoni a firmare la chiusura per un così lungo periodo dell'attività». Il market, sostengono i giudici amministrativi, è accertato che fosse un «abituale ritrovo di spacciatori di droga e di persone socialmente pericolose» e quindi «tale presupposto appare, ad un primo esame, idoneo a legittimare l'adozione di un provvedimento finalizzato alla tutela dell'incolumità pubblica e della sicurezza urbana».
L'ordinanza di chiusura per un anno era stata firmata da Biffoni lo scorso 19 febbraio, tre settimane dopo l'ormai famoso servizio delle "Iene" che denunciava la situazione del centro storico in balìa degli spacciatori di eroina. Secondo il Comune il provvedimento era arrivato invece «al termine di quasi un anno di operazioni e appostamenti effettuati dalla polizia municipale e grazie a quanto emerso dai rapporti di servizio tra il 19 maggio 2015 e l'11 febbraio 2016 e dai vari interventi svolti dalle forze di polizia nella zona». Indagini dalle quali si era potuto riscontrare che il negozio Igho Market era di fatto "il punto di riferimento e aggregazione di tossicodipendenti" e il "principale luogo di abituale ritrovo di persone socialmente pericolose dedite ad attività criminose, oltre che punto di appoggio e rifugio per gli spacciatori di droga, per lo più di nazionalità nigeriana".
Come nel caso del market di via Santa Margherita, chiuso il 19 novembre 2015, l'ordinanza sindacale faceva inoltre riferimento all'articolo 54 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, che dà la facoltà al sindaco di intervenire sia per contrastare che per prevenire situazione urbane di degrado quando ne sussistano sufficienti motivazioni, presupposto che deve sempre trovare riscontro in indagini approfondite e rigorose e che richiedono i tempi necessari. Questo presupposto è stato recepito anche nel regolamento sul commercio in sede fissa approvato recentemente dal Consiglio comunale, prevedendo la chiusura immediata delle attività quando viene registrato il ripetersi di un reato all'interno dell'attività stessa.
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