Il Tirreno

Prato

Un pezzo di storia chiamato Ds

di Luigi Spinosi
Un pezzo di storia chiamato Ds

Sabato 9 a Prato City la Citroën presenta un libro sulla “Dea” ed espone alcuni modelli

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PRATO. Una rivoluzione. Non poteva essere definita altrimenti quella che nell'ottobre del 1955 si presentò agli occhi del pubblico presente al salone internazionale dell'auto di Parigi. Una "rivoluzione francese", ma senza teste tagliate. Qui l'unico taglio, netto, era con il passato. Fu lì che il mondo conobbe la "Dea", in francese Déesse, in sigla Ds. Era la modernità fatta auto, anche se le radici erano antiche: a quel progetto la Citroën aveva lavorato 17 anni. Un'idea nata quando ancora circolavano le auto con le ruote a raggi. Nel mezzo c'era stata anche una guerra mondiale, e poi ancora anno di ricerca per un'auto che, come scrisse il saggista Roland Barthes, era "piovuta dal futuro".

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La Citroën Ds non è semplicemente un'auto, ma un pezzo di storia. E a quel pezzo di storia sarà dedicata l'iniziativa organizzata domani a Prato City, nell'area del recupero industriale di Via Valentini. "Le Dee a Prato": questo il titolo della manifestazione che si aprirà alle 17 e interamente dedicata a questa vettura che ha fatto storia. L'occasione è la presentazione del libro "Citroën Ds, une histoire d'amour", pubblicato dalle Edizioni Medicee e scritto da Fabrizio Consonni, Maurizio Marini e Ilaria Paci.

Un volume che dimostra quanto anche dietro la storia di ciò che spesso consideriamo semplicemente e superficialmente solo come "una cosa" si nascondano storie di idee, di vite, di uomini. E la Citroën Ds non è semplicemente "una cosa": era un'auto frutto della genialità, per non dire del sogno, di uomini che vedevano il futuro e lo hanno trasportato in un'auto dal disegno che sarebbe attuale ancor oggi (ed era il 1955!) e dalle soluzioni tecniche - a partire dalle celebri sospensioni idropneumatiche - all'avanguardia. E poi le tante storie di cui quest'auto è stata protagonista. Un simbolo della Francia, ma anche molto italiana. E non solo perché la sua madrina, a quel salone del 1955, era stata l'attrice Gina Lollobrigida, ma perché tra i sognatori che contribuirono a realizzarla vi erano l'ingegnere Walter Becchia e l'artista (nel vero senso della parola) Flaminio Bertoni: uno scultore prestato al designer che per Citroën aveva già disegnato, anzi, scolpito, due modelli storici come la Traction Avant e la Due Cavalli. Sarà lui a dare alla Ds quella forma rimasta nell'immaginario collettivo.

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E questa storia, non solo quella dei 20 anni, dal 1955 al 1975, in cui fu fabbricata, ma anche quella del periodo che portò alla sua nascita, e pure quella dei decenni trascorsi da quando la produzione cessò (con il mito mantenuto vivo da migliaia di appassionati in tutto il mondo), è ripercorsa nel libro che sarà presentato sabato e sarà al centro dell'incontro, organizzato in collaborazione con l'IDéeSse Club e dal Centro Documentazione Storica Citroën. Parallelamente alla presentazione del volume sarà anche possibile ammirare alcuni esemplari della Dea esposti nella corte interna. L'iniziativa sarà a ingresso libero.

Prenotando (allo 0574 1665195, al costo di 20 euro) sarà poi possibile partecipare anche al buffet "Gala Ds" in programma alle 20.

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