Sicurezza
Estra e Toscana Energia, gli ex nemici
Prove d’intesa per fare una sola società del gas: hanno capito che in Toscana non si può più vivere di rendita
PRATO. Bus e gas. Due parole di tre lettere che hanno in comune un campanello d’allarme, quello che è suonato quando sono stati i francesi di Ratp a vincere la gara per il trasporto pubblico locale a scapito della cordata toscana, di cui faceva parte la Cap. Il campanello è suonato nei quartieri generali di Estra e Toscana Energia, acerrimi nemici quando si è trattato di contendersi la distribuzione del gas a Prato, poi affidata a Toscana Energia, ma ora potenziali alleati per la gara più grossa, quella che nel 2017 deciderà la distribuzione nell’intera Toscana.
Ecco perché le due società hanno affidato ad altrettanti advisor (Unicredit per Estra, Imi di IntesaSanPaolo per Toscana Energia) il compito di stabilire se conviene a entrambe fare una società unica per la distribuzione del gas, società nella quale confluirebbero Toscana Energia e Centria, che è l’emanazione di Estra nella distribuzione.
Il campanello è squillato forte perché la vittoria dei francesi nel trasporto pubblico ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che in Toscana non si può più vivere di rendita. Detta in altre parole, non basta essere presenti sul territorio e sfruttare gli agganci, anche politici ovviamente, per avere in tasca la certezza di gestire i servizi pubblici. E dunque conviene mettersi insieme, diventare più forti, per competere con eventuali concorrenti che potrebbero arrivare (e quasi certamente arriveranno) da fuori.
È la dura legge della libera concorrenza, verrebbe da dire, anche se poi gli intralci e le resistenze non mancano, come dimostrano gli ultimi sviluppi della gara per il trasporto pubblico, con la Regione costretta a segnalare al Garante per la concorrenza la presunta “melina” di Cap che avrebbe messo i bastoni tra le ruote ad Autolinee Toscane (Ratp), vincitrice della gara dei bus.
A ben guardare, il presidente Enrico Rossi aveva fatto capire già da tempo che non aveva intenzione di guardare in faccia nessuno, fin dal 2003, quando ci fu la gara per i quattro nuovi ospedali di Prato, Pistoia, Lucca e Massa e l’allora assessore alla Sanità dovette far fronte alle pressioni delle cooperative toscane che contrastavano la cordata Astaldi-Techint-Pizzarotti, poi risultata vincitrice.
Forse memori di quell’esito e del recento rovescio del consorzio Mobit sui bus, Siliano Stangalini, ad di Centria, e Federico Lovadina, presidente di Toscana Energia, hanno dato il via libera alle manovre di reciproco avvicinamento. Gli advisor non hanno una scadenza, potrebbero dare un responso prima delle vacanze estive ma più probabilmente entro l’anno. I due soggetti sono simili. Centria (radicata nell’area metropolitana oltre a Siena e Arezzo) ha poco meno di 300 dipendenti, Toscana Energia (forte su Firenze e Pisa) ne ha 432; simili anche i fatturati; ambizioso l’obiettivo comune: vincere entrambi.
Ed entrambi guardano a Milano, dove il bando per l’affidamento della distribuzione del gas in Lombardia uscirà prima che in Toscana. Lì si vedrà se ci sono competitor esterni e di quale peso. Se si faranno avanti pezzi da novanta, è probabile che anche la fusione tra Centria e Toscana Energia subirà un’accelerazione. Altrimenti tanti saluti e nemici come prima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
