Il Tirreno

Prato

Termometro a 28 gradi: mai così caldo all'inizio di aprile

Francesco Albonetti
La mappa dell'Università di Atene mostra il pulviscolo di sabbia sahariana in quota nella giornata di giovedì 7
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La mappa dell'Università di Atene mostra il pulviscolo di sabbia sahariana in quota nella giornata di giovedì 7

Prato, eguagliato il record del 1961 ma la prossima settimana il termometro potrebbe andare ancora più in alto avvicinando i 30 gradi. Prevista una lieve e temporanea rinfrescata nei prossimi giorni

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PRATO. Termometro a 28°, sole implacabile come fosse l’inizio di giugno, non una goccia di pioggia. Un inizio d’aprile decisamente anomalo quello di quest’anno, che segue peraltro un periodo di molti mesi con temperature ben oltre i valori storici normali. E per il futuro non si vedono per ora importanti cambiamenti all’orizzonte, salvo una rinfrescata tra domani, venerdì 8 e domenica 10, che non farà che riportare le temperature sui valori normali della prima parte della primavera. I 28,0° registrati mercoledì 6 pomeriggio nella stazione meteo collocata sul tetto dell’Università, in via Protche, sono un record eguagliato per la prima parte di aprile: un valore identico era stato registrato solo all’inizio di aprile del lontano 1961.

Guardando più in là, tra una settimana circa, sembra che questa temperatura decisamente estiva, tipica della seconda parte del mese di giugno, possa addirittura essere ritoccata verso l’alto, avvicinando o addirittura superando i 30°, come è avvenuto in aprile soltanto nel 2009. Quando alla rinfrescata dei prossimi giorni, come detto, non sarà niente di particolare: un ridimensionamento temporaneo dei valori termici verso la normalità stagionale. Si è letto che le temperature crolleranno di dieci gradi, e può essere anche vero, ma ciò significa che a Prato la massima si assesterà sui 18°, cioè perfettamente nella media di aprile.

Dovrebbe anche piovere tra venerdì e sabato, ma poco e probabilmente misto-sabbia. Il responsabile di questa anonima ondata di caldo è, infatti, l’anticiclone africano, una figura meteorologica mai così attiva come negli ultimi anni. Per il momento le riserve sono a posto grazie all’elevata piovosità dei primi due mesi dell’anno, gennaio e febbraio, ma se questa sorta di estate anticipata dovesse prolungarsi e fondersi con l’estate vera e propria, tra qualche mese potremmo risentire effetti importanti anche dal punto di vista dell’approvigionamento idrico.

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