Il Tirreno

Prato

Scuole affidate alle cooperative, protestano le mamme

di Maria Lardara
Scuole affidate alle cooperative, protestano le mamme

Il Comune affiderà la gestione all'esterno a Fontanelle, Figline e Tavola

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PRATO. Due striscioni e un messaggio dritto e chiaro spedito all'amministrazione: «I bambini non sono in svendita», «Fontanelle non si tocca». La scuola dell'infanzia di Fontanelle, ma potrebbe essere anche quella di Figline e l'asilo nido di Tavola. Sì perché sono queste le tre strutture comunali che il Comune darà in appalto alla cooperativa che risulterà aggiudicataria di un bando per il prossimo anno scolastico. E questo non piace alle mamme della scuola delle Fontanelle, in nome di quella continuità pedagogica che verrebbe a mancare - a loro dire - con la sostituzione di sei maestre (alcune di ruolo).

«La scuola viene svenduta - incalza Elena Capasso, rappresentante di classe e portavoce della protesta - in una parola privatizzata. Ci si riempie la bocca con tante belle parole sulla continuità pedagogica e poi facciamo in modo che i nostri bambini cambino insegnante da un anno all'altro visto che il bando del Comune, a quanto si legge, prevede un anno di sperimentazione con una cooperativa. Contestiamo la modalità con cui la scelta è avvenuta: le carte sono state modificate all'indomani della chiusura delle iscrizioni per settembre e i genitori erano all'oscuro di questi futuri cambiamenti».

Se fa sorridere i precari storici il piano annunciato delle 36 assunzioni, piangono le mamme di una delle tre scuole interessate dall'appalto dei servizi educativi. Non si danno pace, non solo perché i loro bambini perderanno la maestra storica come punto di riferimento (le insegnanti verranno trasferite in altri plessi comunali). Di certo non ci sarà nessun affiancamento di personale tra la futura coop che s'aggiudicherà il bando e le insegnanti di ruolo, altrimenti si configurerebbe una sovrapposizione di manodopera.

«Ma perché scegliere proprio la materna di Fontanelle? Quali criteri hanno utilizzato?», s'interroga mamma Elena che ha mandato una lettera a sindaco, assessori competenti e al coordinamento pedagogico del Comune che dovrà supervisionare l'ingresso dei nuovi educatori. La motivazione della scelta starebbe tutta nei numeri.

«Meglio "sperimentare" su strutture più piccole - sottolinea l'assessore alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti - Se la materna di Figline ha poche sezioni e il nido comunale di Tavola è il più piccolo, la scuola dell'infanzia di Fontanelle ha i numeri giusti per potersi aggregare all'istituto comprensivo di zona (Primo Levi ndr) in un'ottica di passaggio da infanzia comunale a statale».

E in effetti, è un unicum il fatto che a Prato alcune materne (otto) facciano capo al Comune - con tutti i relativi costi - anziché allo Stato.

Ma perché assumere da una parte ed esternalizzare dall'altra? «Non capisco questa domanda - risponde l'assessore al personale Benedetta Squittieri - Più di 36 insegnanti non posso assumere, i posti vacanti in pianta organica sono 18 e non possiamo più dare incarichi annuali (per la sentenza della Corte di giustizia europea, ndr). Sfido a trovare un'amministrazione che assuma 36 insegnanti a tempo indeterminato come noi. Capisco la preoccupazione dei genitori ma i loro figli frequentavano una scuola con personale già precario che probabilmente a settembre avrebbero visto andare via per l'annuale riassegnazione dei plessi».

Mentre la vicenda si sposta in aula con il question time presentato dal Movimento 5 Stelle sui motivi dell'esternalizzazione, ieri pomeriggio è stato affisso un cartello alla scuola di Fontanelle indirizzato alle famiglie: ora gli assessori Ciambellotti e Squittieri le invitano a partecipare a un'assemblea - venerdì 8 aprile alle 18.30 - per fare chiarezza.

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