Il Tirreno

Prato

Falsi incidenti stradali, sgominata la banda

Secondo la Dda di Firenze le truffe assicurative servivano per far arrivare soldi al Clan dei Casalesi

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PRATO. Mettere a segno le estorsioni, a causa della crisi economica, per loro era diventato meno redditizio. È per questo che hanno deciso di diversificare la loro attività criminale: organizzando finti incidenti stradali per incassare i rimborsi delle assicurazioni e rimpinguare, al tempo stesso, le casse del Clan del Casalesi. Il tutto con la compiacenza - secondo quanto sostiene la Direzione distrettuale antimafia di Firenze - di avvocati, medici legali e carrozzieri di Viareggio e della Versilia. Tra i 63 indagati anche due pratesi, Bruno De Lucia di 54 anni e il carmignanese Luca Orbetti di 31. Era un sistema ben collaudato quello andato avanti nella nostra zona dal 2009 al 2013, che ha portato all'arresto di cinque persone (due delle quali ai domiciliari) e ad altre 63 sotto indagine per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa a danno delle compagnie assicurative. Secondo i magistrati decine di guidatori avrebbero simulato incidenti stradali mai avvenuti. I falsi sinistri, pratica dopo pratica, hanno poi fruttato centinaia di migliaia di euro (nell'indagine compaiono altre due persone, ma per reati non connessi all'associazione per delinquere).

Secondo chi indaga a capo della struttura criminale c'era Salvatore Mundo, detto "o' mister". Il 48enne napoletano - arrestato tre anni fa per reati di stampo mafioso commessi in Versilia assieme alla moglie, ex titolare di un negozio di mozzarelle nel quartiere Marco Polo, dove spesso si incontravano i presunti affiliati - sarebbe infatti il referente toscano del clan camorrista riconducibile alla famiglia Russo. "O' mister" - secondo gli inquirenti - raccoglieva parte dei proventi delle truffe, una percentuale attorno al 20%, per metterli a disposizione del clan. Mundo si trova già rinchiuso nel carcere di Parma. Chi gli consegnava i soldi era Francesco Martino - anch'egli partenopeo e ad oggi agli arresti domiciliari a Campobasso a causa di altre vicende - definito il "promotore e l'organizzatore del gruppo criminale operante nel comprensorio della Versilia".

Poi c'erano Cesario Marino e Gianluca De Chiara, catturati nel Casertano, che "provvedevano materialmente a organizzare i falsi sinistri, reclutando di volta in volta" gli attori "da inserire nelle pratiche assicurative" e Franco Galante (con obbligo di dimora a Viareggio) e Nicola Garzillo (attualmente libero), che invece avevano la funzione di "eseguire le azioni di intimidazione, recupero del credito e guardiaspalle di Salvatore Mundo e Francesco Martino". (s.t.)

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