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Il piromane sfida la città Ancora fiamme

Il piromane sfida la città Ancora fiamme

Intanto le indagini sarebbero a una svolta Ecco un identikit del “nemico dei cassonetti”

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PRATO. Alle 23,20 di domenica ha appiccato il fuoco all’ultimo cassonetto della giornata in via Arcivescovo Martini . L’ultimo di una giornata che aveva visto fiamme anche in via Baldanzi e in via Torelli. Poi ieri la giornata del piromane che sta mettendo in scacco la città e le forze dell’ordine è ripresa intorno alle 10, di nuovo in via Torelli e poi in via Ammannati. Dall’inizio dell’anno in città sono andati a fuoco oltre 70 cassonetti per un valore che supera i 60mila euro.

Il cerchio delle indagini si sta però chiudendo intorno al piromane che negli ultimi giorni ha intensificato la sua attività quasi lanciando una sfida agli inquirenti, vigili del fuoco e carabinieri del nucleo investigativo. E’ scaltro ma non infallibile. Si sa che si sposta in bicicletta da un punto all’altro della città e le telecamere, perlopiù nelle zone a ridosso del centro, hanno registrato qualche immagine in cui si vede l’uomo mentre si allontana, mentre rimane a godersi l’incendio, mentre si avvicina alle campane e butta all’interno la miccia, un foglio imbevuto di materiale infiammabile. Colpisce prevalentemente nel fine settimana, lunedì e venerdì compresi. Spesso la sera e la mattina difficilmente al pomeriggio e quindi non si esclude che possa avere un lavoro in cui fa turni. Gli inquirenti hanno visionato ore e ore di immagini per riuscire a ricostruire un identikit.

Quella dei cassonetti dati alle fiamme a Prato è diventata un'emergenza e va affrontata come tale ma nessuno, nonostante l’allarme creatosi in queste ultime settimane, ha mai segnalato di aver visto qualcosa. Un po’ perché l’atteggiamento del piromane è teso a non dare nell’occhio, un po’ perché probabilmente anche chi si fosse reso conto di qualcosa non ha fatto segnalazioni.

Tutta la zona Est è punteggiata da campane bruciate, da viale Montegrappa a via Zarini passando per tutte le strade interne. Sceglie sempre le blu, talvolta quelle verdi. In alcuni casi le fiamme sono state appiccate anche a cassonetti nella zona del Soccorso e di via Pistoiese.

Tutte zone molto abitate (è probabile che siano zone dove abita e lavora) ma ciò nonostante non ci sono testimoni. Una “impunità” che probabilmente è possibile perché non tutti i cassonetti a cui l’uomo si avvicina (nonostante l’alto tasso di infiammabilità) prendano fuoco.

E’ anche chiaro che avere il fiato sul collo non lo impaurisce. Più i giornali e i siti di notizie parlano di lui, più i casi aumentano. Domenica le locandine riportavano la notizia e domenica e ieri è stata una nuova giornata da allarme rosso. E anche per questo sembra essere configurarsi l’identikit di un piromane da manuale. Che brucia per vedere le fiamme e poi guardare le reazioni che il suo atto provoca. L’alternativa sarebbe quella di una persona con evidenti problemi psichici ma in questo caso da troppo tempo terrebbe in scacco le forze dell’ordine che, probabile, mirino a prenderlo in flagranza di reato.

Ilenia Reali

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