Il Tirreno

Prato

Chechi atterrato dallo sportello ora rischia una multa

di Vittorio Vannucci
Yuri Chechi dopo l'incidente con la bicicletta
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Yuri Chechi dopo l'incidente con la bicicletta

Prato, secondo il comandante della polizia municipale il Codice della strada parla chiaro: dove c’è una ciclabile bisogna percorrere quella

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PRATO. Potrebbe arrivare una multa (con beffa) per Jury Chechi: il campione olimpionico degli anelli, mentre era in bicicletta per la pedalata domenicale, il 3 aprile, è stato atterrato in viale Galilei davanti al bar Doris da un automobilista che dopo aver parcheggiato ha aperto lo sportello senza guardare. Con lui sono stati colpiti anche quattro compagni ciclisti. Il guidatore ha prestato soccorso e le cose si sono risolte per il meglio. Ma a dover pagare la sanzione per aver violato il Codice della strada potrebbero essere proprio loro, le vittime della sportellata, Jury Chechi e i sodali di bicicletta.

Gli accertamenti sul sinistro sono ancora in corso e la polizia municipale non esclude che ad essere multato per il comportamento scorretto possa essere il gruppo di ciclisti: «Abbiamo istruito l'indagine e stiamo verificando lo svolgimento dei fatti -spiega il comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli - Il codice della strada parla chiaro: in presenza di una pista ciclabile i ciclisti devono pedalare lungo il tracciato a loro riservato (cioè la ciclabile, ndr) e non sulla strada, a contatto con i veicoli. Certo, le responsabilità andranno divise e il guidatore che aperto lo sportello di scatto poteva prestare più attenzione. Ma le regole valgono per tutti - continua il comandante Pasquinelli - anche per i gruppi di ciclisti competitivi amatoriali che - al di là del caso specifico - spesso sono insofferenti al transito in ciclabile e quando si trovano in carreggiata adottano comportamenti scorretti come il procedere affiancati per file di 3 o di 4».

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In realtà si tratta di un problema annoso. Il luogo in cui è capitato il sinistro è stato teatro di numerosi precedenti: stiamo parlando della parte di viale Galilei all’altezza del bar Doris, dove la pista ciclabile interseca il giardino degli ulivi e i tracciati riservati ai cicli e ai pedoni si uniscono in un unico percorso. Il caos si moltiplica nei giorni festivi, quando masse di persone a piedi si riversano nei giardini per la passeggiata, entrando a contatto con i ciclisti che sono così costretti ad imboccare la strada per evitare il traffico. E in caso di multa è proprio a questa situazione ricorrente che potrebbe fare appello Jury Chechi, per alleggerire la posizione sua e degli amici ciclisti coinvolti nell’incidente.

E a dar manforte alla versione dei ciclisti arriva anche Daniele Presentini, presidente della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) che segnala la necessità di migliorare la segnaletica su alcuni tratti. «Noi siamo i primi sostenitori dell'ottimo sistema ciclopedonale cittadino lungo il fiume Bisenzio e la nostra è una critica costruttiva - sottolinea Presentini - però dobbiamo migliorare la segnaletica, per regolare i percorsi e soprattutto gli attraversamenti tra strade e ciclabili».

Il tratto di viale Galilei davanti al bar Doris, dove è accaduto il sinistro, rientrerebbe, secondo Presentini, tra le zone rosse bisognose di interventi di manutenzione. «Il punto è molto frequentato e nei fine settimana il transito diventa quasi impossibile - osserva il responsabile dell'associazione Tandem - È più che mai urgente realizzare due percorsi distinti nel tratto in questione, uno per i pedoni l'altro per le biciclette; l'altra priorità è ampliare i percorsi ciclabili in modo da rendere agevole il passaggio di più bici assieme».

La polemica non accenna a diminuire: la discussione sul caso Chechi sta facendo emergere l'eccellenza dell'infrastruttura ciclabile, un reticolato di trasporto alternativo con mille aspetti positivi, che si porta dietro anche esigenze di manutenzione ed ammodernamento.
 

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