Il Tirreno

Prato

Isee, sentenza rivoluziona tutto. Spesa extra per il Comune

di Camilla Bernacchioni
Isee, sentenza rivoluziona tutto. Spesa extra per il Comune

Prato, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo considerare come reddito da calcolare sia l’indennità di accompagnamento che le pensioni di invalidità civile e gli indennizzi Inail

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PRATO. Per il Comune è un vero e proprio fulmine a ciel sereno la decisione del Consiglio di Stato che, confermando sentenze del Tar del Lazio, ha dichiarato illegittimo considerare come reddito da calcolare nell'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) l'indennità di accompagnamento, le pensioni Inps alle persone in stato di disabilità e bisogno economico (per esempio la pensione di invalidità civile, l'assegno di invalidità, gli indennizzi Inail, ecc.). E se l'amministrazione comunale si troverà una spesa fuori bilancio di oltre 250mila euro, ad oggi per i cittadini che necessitano dell'Isee ai fini delle prestazioni assistenziali regna il caos. Anzi, a detta del Caaf Cgil la sentenza non viene applicata e l'Inps continua a rilasciare Isee con le indennità calcolate come reddito. Senza contare i 1.500 già certificati - questo il numero degli Isee 'pratesi' interessati dalla sentenza stimati dal Comune ma il dato è indicativo - che rappresentano cittadini in pratica penalizzati nel 2015 e che potrebbero richiedere i danni perché, per esempio, sono estati esclusi ingiustamente da alcuni servizi per motivi di reddito. In attesa che il Governo si pronunci - il 29 marzo sono state approvate 9 mozioni alla Camera sulla modifica del sistema di calcolo dell'Isee ma l'iter è ancora lungo - disabili e invalidi si ritrovano ancora senza accesso alle agevolazioni, o a pagare una quota parte più alta per un posto in Rsa, o la mensa scolastica e tutto quello che riguarda le prestazioni per le famiglie con disabili. E il Comune stesso naviga a vista.

«Per l'area pratese, quindi tutti i Comuni, secondo un primo studio fatto dai nostri uffici - spiega l'assessore alle politiche sociali del Comune di Prato Luigi Biancalani - ci sarà un aumento complessivo di costi del 48%. Solo per Prato parliamo di una spesa di oltre 250mila euro che tra l'altro non è prevista in bilancio».

La sentenza, continua l'assessore «ha messo in difficoltà anche i Comuni che per mantenere gli stessi servizi avranno una spesa maggiore». Ma nessuna revisione di soglie e criteri al ribasso, assicura Biancalani. «I servizi devono essere mantenuti, dobbiamo capire come compensare l'aumento di costi e su questo tema ci stiamo confrontando anche con altri amministratori locali negli incontri che sta facendo Anci Toscana - aggiunge l'assessore - e poi aspettiamo il nuovo modello di calcolo che deciderà il Governo».

Da Anci Toscana, tra l'altro, nei giorni scorsi è stata lanciata la proposta di cercare di unificare le fasce Isee almeno per aree omogenee, in modo che non tanto le tariffe, ma le fasce possano essere uniformi nei diversi Comuni. E quanti oggi si recano ai Caaf per la certificazione Isee? «Subito dopo la sentenza del Consiglio di Stato l'Inps in caso di richiesta di certificazioni in cui sono presenti componenti indennitarie legate alla disabilità le bloccava - risponde Saverio Viola responsabile dei Caaf Cgil - il cittadino, in attesa di usufruire di un servizio come una Residenza sanitaria assistita con le agevolazioni che gli spettano doveva quindi attendere i 10 giorni per poi avere come risposta un diritto negato, quindi niente Isee».

L'Inps infatti non può modificare il suo software - dal quale vengono emesse le certificazioni - in assenza di nuovi modelli approvati con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

«Da venerdì scorso - conclude Viola - l'Inps sembra aver sbloccato il sistema ma rilascia le certificazioni senza applicare quanto previsto dalla sentenza quindi considerando di nuovo le indennità come reddito. Non mi pare una grande soluzione in attesa che si pronunci il Governo, sicuramente non dalla parte del cittadino, come sempre, visto che stiamo parlando di persone che già vivono in condizioni di difficoltà!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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