Il Tirreno

Prato

Cento ovuli di eroina in due, ma non vanno in carcere

Un sequestro di ovuli di eroina (archivio)
◗
Un sequestro di ovuli di eroina (archivio)

La decisione del giudice sul caso dei due spacciatori arrestati dalla polizia: uno all'obbligo di firma, l'altro ai domiciliari

1 MINUTI DI LETTURA





PRATO. In due avevano ingerito circa cento ovuli contenenti eroina, ma il giudice ha ritenuto che nessuno dei due dovesse stare in carcere. Questa la decisione presa dal giudice per le indagini preliminari Francesco Pallini nei confronti di due giovani nigeriani arrestati dalla polizia nei giorni scorsi in via Santa Gonda con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio. I due, difesi dall’avvocato Antonio Bertei, sono comparsi sabato 2 aprile davanti al gip per la convalida dell’arresto, che è stato convalidato e per le eventuali misure di custodia cautelare.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12879967:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/02/02/news/ecco-perche-i-piccoli-spacciatori-non-possono-rimanere-in-carcere-1.12879967]]

Il difensore ha fatto notare che entrambi i giovani sono incensurati (uno ha un precedente di polizia legato alle droghe leggere) e il giudice ha disposto per il primo gli obblighi di firma e di dimora, per il secondo gli arresti domiciliari. Il primo era stato trovato in possesso di circa 23 grammi lordi di droga, il secondo di circa 50. La decisione del gip, basata su una legge che consente una certa discrezionalità, fa capire quanto sia difficile per le forze dell’ordine togliere dalla strada i piccoli e, in questo caso, medi spacciatori di droga. Che infatti continuano a imperversare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore