Il Tirreno

Prato

Si stringe il cerchio intorno al piromane

Già 65 i cassonetti dati alle fiamme dall’inizio dell’anno, oltre 100 in 15 mesi, ma nelle ultime ore sono stati trovati indizi

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Forse il problema si risolverà da solo, se è vero che l’Asm conta di togliere dalle strade i cassonetti dell’immondizia nelle zone dove ancora ci sono, ma intanto c’è un’emergenza da affrontare, quella dei cassonetti che vengono dati alle fiamme, di giorno e di notte, un po’ ovunque ma soprattutto nella zona compresa tra via Zarini e via Fra Bartolomeo.

I numeri dall’inizio dell’anno sono impressionanti: secondo le stime incrociate di Asm e del Tirreno sono almeno 65 i cassonetti dati alle fiamme in soli tre mesi, vale a dire in media più di uno ogni due giorni, per un danno stimato in circa 29.000 euro. Nel corso dell’intero 2015 era andata un po’ meglio ma non si può dire che fosse una situazione idilliaca: 40 cassonetti bruciati per un danno di circa 18.000 euro. Soldi pubblici andati in fumo perché ogni cassonetto deve essere rimpiazzato e bisogna mettere mano al portafoglio, che alla fine è il nostro.

Quella di venerdì è stata letteralmente una giornata di fuoco, con almeno 13 contenitori bruciati nel giro di poche ore. Ma potrebbe essere stato anche il canto del cigno del piromane, perché proprio venerdì sono stati raccolti altri indizi sul possibile autore dei roghi, che sono andati ad aggiungersi a quelli già messi insieme in precedenza. Basteranno per inchiodarlo? Sulla scrivania del sostituto procuratore Valentina Cosci è aperto da tempo un fascicolo sugli incendi e già domani verranno tirate le somme insieme agli investigatori (vigili del fuoco e Nucleo investigativo dei carabinieri) che ormai da mesi danno la caccia al piromane.

Gli inquirenti sono abbottonati in questa fase delle indagini, ma dal riserbo trapela che gli elementi a carico del presunto piromane sarebbero abbastanza solidi. Bisognerà poi decidere che tipo di reato contestargli, se il danneggiamento seguito da incendio (424 del Codice penale), che non consente l’arresto, oppure l’incendio (424 Cp) per il quale l’arresto è più semplice.

Una cosa è certa: bisogna fermarlo in tempi rapidi, perché la sequenza degli incendi ha assunto un ritmo parossistico, come se lo stesso piromane volesse essere preso. Anche le sue condizioni psichiche, probabilmente non eccelse, incidono sulle eventuali misure di custodia.

«I vigili del fuoco ci hanno chiesto una mano nelle indagini - spiega Sandro Gensini, direttore dell’Asm - e noi gliel’abbiamo data ben volentieri. Da quando sono qui non ricordo una serie così lunga di incendi. Ci sono state in passato, sì, due o tre volte, ma in genere erano serie di una ventina di incendi che poi si arrestavano, o perché il colpevole veniva preso o perché smetteva. Con questa intensità non era mai successo e ovviamente è un problema anche economico per l’azienda».

L’oggetto del contendere, come detto, potrebbe però cessare per un altro motivo, visto che l’Asm conta di togliere i cassonetti dalle strade entro la fine dell’anno. «Iniziamo a maggio dalla zona di via Zarini - dice Gensini - e poi li toglieremo da San Paolo, dalla zona di via Galcianese e dal Macrolotto Zero». Rimarranno le campane verdi per la raccolta del vetro, ma quelle sono più difficili da incendiare. La zona di via Zarini è anche una delle più colpite dal piromane, che da maggio potrebbe aver meno obbiettivi a portata di mano. (p.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa