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Scatta l’allarme per il peningococco È un pesce d’aprile

Scatta l’allarme per il peningococco È un pesce d’aprile

PRATO. Stavolta forse hanno esagerato e qualcuno non l'ha presa bene. Ieri mattina sulle porte di migliaia di abitazioni di Prato sono comparsi volantini che a una lettura distratta potevano sembrare...

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PRATO. Stavolta forse hanno esagerato e qualcuno non l'ha presa bene. Ieri mattina sulle porte di migliaia di abitazioni di Prato sono comparsi volantini che a una lettura distratta potevano sembrare comunicazioni dell'Azienda sanitaria su un'epidemia di meningite. In realtà si tratta di un "pesce d'aprile" ideato dal gruppo "Sempre più grulli" che fa capo allo staff dell'omonimo ristorante di Campi Bisenzio.

Particolarmente allarmante il messaggio sotto ai timbri del "Ministero della santità" e del "Servizio salutario toscano": 19 casi di meningite a Prato dall'alba del 31 marzo, di cui 7 “fatali”. Un'infezione da "peningococco" propagata "con l'aria stagnante". Per questo i cittadini sono stati invitati a raccogliere campioni di aria stagnante e a portarli tra le 10 e le 12 a un gazebo in piazza San Marco, pena una salata multa.

In fondo al volantino i burloni hanno messo anche i numeri delle redazioni dei giornali, che dalle prime ore del mattino sono state tempestate di telefonate. Molti, come detto, non l'hanno presa bene. «Sulla salute non si scherza» è il commento più frequente e anche quello più gentile nei confronti dell'iniziativa. L'anno scorso lo stesso gruppo "Sempre più grulli" confezionò un "pesce d'aprile" sul tema delle multe: migliaia di finte contravvenzioni vennero messe sotto i tergicristalli delle auto in sosta. Le aveva fatte il "Comune di Plato".

Di fronte alle prime proteste, Luca Fragorzi, uno degli organizzatori dello scherzo, ha pubblicato un post su Facebook per spiegare le sue ragioni: “1. Nessun riferimento alla meningite. 2. Probabilmente grazie a questo "scherzo" tante persone che hanno disdetto il vaccino per la meningite domani andranno a farlo nelle piazze. 3. Di scherzo si tratta e tutto indicava che tale fosse,dai loghi modificati al nome che ricorda l'organo maschile. 4. È il primo aprile”.

Lo stesso Fragorzi ha poi spiegato in un video pubblicato sul sito del Tirreno le sue ragioni. Intanto sui social network infuriava il dibattito tra chi ha ritenuto lo scherzo di cattivo gusto e chi lo ha difeso in nome della tradizione goliardica toscana. Ai lettori l’arduo giudizio.

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