Il Tirreno

Prato

Rivendono gli scarti tessili come stracci: sequestrato il magazzino

I sacchi di scarti tessili accatastati nel magazzino
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I sacchi di scarti tessili accatastati nel magazzino

Intervento della polizia municipale al Macrolotto Zero, denunciato un cinese che ha violato le norme sullo smaltimento dei rifiuti

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PRATO. Un impianto di recupero di cascami tessili nel Macrolotto Zero dove in realtà si rivendevano gli scarti senza alcun trattamento. E' quanto ha scoperto la polizia municipale durante un controllo interforze eseguito nella zona di Chinatown nell'ambito del contrasto alla gestione illecita di rifiuti. In seguito agli accertamenti effettuati dalla polizia municipale insieme all'Arpat è emerso che l’attività veniva svolta in locali in precarie condizioni igienico-sanitarie e senza effettuare le dovute pratiche di igienizzazione dei cascami tessili, stipati all’interno dell’immobile in grandi quantitativi e contenuti all’interno di sacchi neri provenienti dalle varie confezioni e pronto moda della città e che quindi sono da considerarsi come “rifiuti speciali non pericolosi”. In pratica venivano messi in vendita materiali qualificabili ancora come rifiuti e non come materiale recuperato e trattato, sottoponendoli ad una operazione di recupero solo fittizia.

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Durante i controlli sono state riscontrate anche numerose violazioni in materia di normativa antincendio e sicurezza sui luoghi di lavoro dal personale degli altri enti intervenuti, nonché la presenza di un lavoratore a nero. Sono stati quindi apposti i sigilli all’azienda e il titolare, cinese di 44 anni, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per smaltimento illecito di rifiuti e per utilizzo dei locali in difformità a quanto autorizzato.

L'attività fa parte di un programma annuale di interventi interforze, mirati sulle aziende a maggior impatto ambientale, svolti con la collaborazione anche di Arpat. In questo ambito sono già stati condotti 6 controlli dall'inizio dell'anno, che hanno coinvolto due aziende di recupero rifiuti, due stamperie, una tintoria e una lavanderia industriale. Dagli interventi sono scaturite cinque comunicazioni di notizie di reato e due sequestri di aziende per violazioni alla normativa ambientale .

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