Finanza
Accusato di rapina e assolto
Ex vigilante fu fermato dai colleghi alla Coop del Parco Prato
PRATO. L’ex dipendente di un istituto di vigilanza di Agliana, Pasquale Ricci, è stato processato in Tribunale, insieme alla cognata, per una sfilza di accuse tra cui la rapina impropria, le lesioni e la sostituzione di persona, ma al termine del processo degli otto capi d’imputazione ne è rimasto in piedi solo uno e Ricci, già candidato alle amministrative 2014 e alle regionali 2015 per la Lega Toscana, è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per lesioni.
I fatti risalgono al 2011, quando Ricci fu fermato da altri tre dipendenti dell’istituto di vigilanza nel parcheggio della Coop del Parco Prato e accusato di aver rubato merce all’interno del supermercato e in altri negozi del centro commerciale. Lui negò, ne nacque una colluttazione e poi Ricci riuscì ad allontanarsi mentre uno dei vigilanti si attaccò alla sua auto provocandosi alcune lesioni. L’avvocato difensore dell’imputato, Stefano Camerini, ha sostenuto che i colleghi di Ricci sembravano preoccupati di recuperare il tesserino identificativo di Ricci (forse per non avere noie col supermercato) più che di sventare un furto. Nella denuncia ai carabinieri dissero infatti di averlo tenuto d’occhio per tre ore prima di intervenire e solo durante la deposizione di uno di loro è saltata fuori la storia del tesserino, che sarebbe stato prelevato con la forza dalle tasche dell’allora collega. Al termine del processo non sono emersi elementi di colpevolezza per l’accusa di furto e tantomeno di rapina impropria. È rimasta in piedi l’accusa di lesioni.
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