Il Tirreno

Prato

Un centro fiere specializzato per il distretto

di Ilenia Reali
Un centro fiere specializzato per il distretto

Cna pensa a una città con spazi “reinventati” Dalla Declassata al Macrolotto Zero

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Una città dai mille volti chiamata a dare risposta alle sue potenzialità e contraddizioni. Un luogo di opportunità che spesso sono anche i suoi punti deboli e che necessità di una cornice, anche fisica, per pensare a un futuro dove a prevalere sia l'equilibrio tra tradizione e innovazione, costumi locali e risorse globali. Un cocktail che può ambire ad anticipare le tendenze che nelle gran parte delle altre province italiane non sono ancora così percettibili.

Il punto di partenza non può che essere il piano di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane a cui la legge di stabilità destina 500 milioni di euro. Ieri una rappresentanza di dirigenti e imprenditori di Cna ne ha parlato con l'assessore all'urbanistica Valerio Barberis con l'obiettivo di diventare uno dei "pittori" che disegneranno il quadro di Prato.

Tra i temi che più stanno a cuore all'associazione di categoria, che diventa in questo caso anche punto di riferimento di tematiche sociali e culturali, la riqualificazione del Macrolotto Zero dove già ha "aperto" un laboratorio di idee con residenti e imprese, italiani e stranieri e la Declassata che nel quartier generale di via Zarini dovrebbe diventare una vetrina per la manifattura con spazi fieristici ultra specializzati nel tessile e nella confezione, spazi commerciali e artistici. Senza dimenticare però nella manciata delle priorità le opportunità che possono arrivare dalla capacità di creare un rete (non solo virtuale) tra le aziende Ict e un collegamento forte, strutturato e strutturale, con le altre province dell'area metropolitana.

A strutturare questo ruolo "attivo" di Cna, insieme al presidente Claudio Bettazzi, la direttrice Cinzia Grassi.

«Il consiglio comunale - spiega Grassi - ha licenziato l'atto di indirizzo e da ora in poi partirà il processo partecipativo per il piano strutturale. Di fatto la cornice che contiene tutto quello che dovrebbe essere il futuro della città. Noi vogliamo far parte di questo processo e ci proponiamo di dare il nostro contributo per costruire insieme il futuro di Prato per quanto riguarda la riqualificazione dell'area urbana, il completamento dei servizi al sistema produttivo e l'inserimento di Prato nelle politiche generali dell'area vasta».

Temi non nuovi, in realtà, di cui però Cna si fa promotrice sfruttando alcune competenze costruite sul campo (una su tutti il rapporto con la comunità orientale) e dalla "frequentazione" con le aziende del territorio.

«Pensiamo a un città che non sia pratocentrica ma che si faccia forte dell'inserimento all'interno di quest’area della Toscana Centrale con interventi di logistica e strutturali funzionali allo sviluppo futuro. Miriamo anche però a una riqualificazione degli spazi, sia dal punto di vista energetico sia urbanistico, con lo scopo non secondario anche di creare lavoro per un settore, come quello dell'edilizia, che soffre moltissimo. Penso al volano che sarebbe un'operazione di rottamazione dei tetti di amianto».

Un altro tema caro a Cna è il Macrolotto Zero.

«Per noi - è sempre Grassi a parlare - è un tema molto sentito. Stiamo frequentando lì luoghi dove non emerge solo una contrapposizione tra cinesi e italiani ma la volontà di costruire insieme. Dove si parlare di videosorveglianza, di installazioni murali, di spazi per funzioni di assistenza alle famiglie (come il dopo scuola per i bambini). Al Macrolotto si è creato un movimento di idee che chiede a Cna di farsi promotrice delle istanze di quella zona. Fisicamente ci stiamo incontrando al circolo Curiel e insieme stiamo provando a disegnare le funzioni della città. Anche di questo abbiamo parlato nell’incontro con l’assessore Barberis".

Il rischio però è di dimenticare l'anima manifatturiera ancora dominante e tanto cara a una fetta importanti di cittadini e di associati alla Cna.

«Per questo pensiamo all'area della Declassata, del Macrolotto due, dell'ex Banci. Ci piacerebbe che il manifatturiero avesse un ruolo attrattivo con un proprio polo fieristico, non in contrapposizione con Firenze, ma qualcosa di iperspecialistico, di legato a Prato. Pensiamo a una caratterizzazione dell'asse della Declassata come luogo in cui ospitare una serie di funzioni tipo strutture ricettive, commerciali e spazi dove si possano organizzare anche mostre, eventi, incontri. Non una riproposizione del progetto ex Banci ma qualcosa di più legato alle attività imprenditoriali del distretto per promuoverle in modo non strettamente commerciale".

Tante case, insomma, per le varie anime della città. Dal dialogo tra le varie forme di arte e di cultura fino ad arrivare al potenziamento in una logica innovativa del manifatturiero passando per l'Ict, un mini distretto ancora troppo poco visibile.

«Prato - conclude la direttrice - ha inoltre una serie di imprese dell'Ict, circa 400, sparse per il territorio. Sarebbe interessante creare comparti urbani specifici. Come specifici potrebbero essere gli insediamenti nel parco dell'ex ospedale Misericordia e Dolce (intuizione intelligente dell’amministrazione) con spazi per le attività sanitarie e post ospedaliere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa