Il Tirreno

Prato

«Se non ci ascoltano, andremo da Renzi»

«Se non ci ascoltano, andremo da Renzi»

I residenti della zona piazza San Marco-viale Vittorio Veneto hanno incontrato il prefetto

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PRATO. A ottobre 2015 a sedersi al tavolo di fronte al prefetto Maria Laura Simonetti erano i rappresentanti delle associazioni che ruotano intorno alla zona del Serraglio, via Magnolfi e piazza Lippi. I residenti e i commercianti di quelle strade chiedevano aiuto per la situazione di spaccio e degrado.

Marzo 2016, cambiano le strade ma le richieste sono le stesse. Questa volta ad essere ricevuti dal prefetto sono cittadini della zona di piazza San Marco, viale Vittorio Veneto e strade limitrofe dove si è spostato parte dello spaccio e fenomeni di evidente degrado che si ripetono quotidianamente. Ecco che ancora una volta i cittadini esasperati per la situazione di disagio che sta vivendo la città chiedono aiuto alle massime cariche cittadine. Insieme a Maria Laura Simonetti, all'incontro con il gruppo di piazza San Marco-viale Vittorio Veneto, anche il questore Paolo Rossi e il sindaco Matteo Biffoni. «L'incontro è andato bene - commenta Gaia Gozzi portavoce del gruppo - Ho visto come il prefetto si sia mostrato disponibile ad ascoltare le nostre istanze. Alla dottoressa Simonetti abbiamo fatto presente la realtà che si sta verificando nella nostra zona, diventata intollerabile. Ma il problema non è solo da noi è ovunque. Ogni giorno succedono fatti cruenti, paragonabili a un bollettino di guerra. Il prefetto - prosegue Gozzi - ci ha spiegato come sia pronto un piano d'azione per contrastare il fenomeno e ci ha dato appuntamento fra un mese e mezzo. In quella data speriamo davvero che le cose siano migliorate».

Intanto, usciti dalla Prefettura i rappresentanti del gruppo hanno promosso una petizione rivolta al presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Il primo punto della petizione - sottolinea Gaia Gozzi - è la predisposizione da parte del Governo di un piano straordinario della sicurezza per la nostra città. Perché così non si può andare avanti. Da giovedì 31 marzo sarà possibile firmare la petizione all'interno di bar, farmacie e punti nevralgici della città (chi volesse chiarimenti può scrivere a petizioneperprato@gmail.com ). Ci diamo anche noi tempo un mese e mezzo per raccogliere le firme. Se le cose, a quel giorno, saranno migliorate in tutta la città terremo la petizione in un cassetto, diversamente chiederemo un incontro faccia a faccia con Renzi e gli consegneremo l'esposto. Gli spiegheremo cosa accade nella nostra città e il premier non potrà restare indifferente davanti al nostro appello. Ora ci vogliono i fatti».

Chiusura dei negozi. Durante l'incontro in Prefettura è stato trattato anche il tema della chiusura delle attività commerciali, alcune delle quali teatro di risse e ricettacolo di stupefacenti. In seguito all'approvazione del nuovo regolamento comunale sul commercio come si legge all'articolo 43 "E' disposta la chiusura definitiva di un esercizio commerciale qualora si ripetano i fatti che hanno determinato la sospensione disposta dalla Questura per motivazioni dettate dall'articolo del Tulps". In pratica, qualora un'attività venga sospesa per più di una volta scatta automaticamente la definitiva chiusura.

Azelio Biagioni

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