Attenzione
Sparò all’amico, ora denuncia una violenza
Leonardo Viggiano, arrestato per aver ferito Francesco Collini, ha consegnato una memoria al pm
PRATO. Il difensore di Leonardo Viggiano, 24 anni - arrestato il 12 marzo scorso per aver sparato in testa all'amico di infanzia Francesco Collini in un circolo sportivo a San Piero a Ponti - ha consegnato ieri al sostituto procuratore Filippo Focardi una cartella clinica che attesta un ricovero per trattamento sanitario obbligatorio subìto dal suo assistito all'ospedale di Careggi nel 2013. Lo riferisce l'Ansa. Il 2013 è l'anno in cui Viggiano, spiega l'avvocato riportando la versione del suo assistito, realizzò di aver subìto una violenza durante una vacanza nell'estate 2012 con amici in Croazia, tra cui Collini (calciatore del Mezzana di Prato in Prima categoria, tuttora ricoverato in gravi condizioni a Careggi). Il Tso avvenne, riferisce il legale, per "un'esplosione di violenza in famiglia", probabilmente nella fase in cui Viggiano, un anno dopo quella vacanza, elaborò la violenza subita e iniziò a raccontarla ai genitori.
Tra i documenti consegnati al pm anche uno scritto di Viggiano in carcere, risalente ai giorni scorsi. «E' un documento in cui il mio assistito parla di una violenza subita in Croazia quattro estati fa, appunto nel 2012, dagli amici, forse dopo esser stato drogato. Lui scrive di ricordarsi che fu preparata una pastasciutta al sugo, ma con un sugo drogato, lui dice con un "veleno". E ricorda che il sugo lo sciolse nella pasta Collini. Poi, dopo aver mangiato, di esser andato in stato confusionale».
«Il giorno dopo chiese agli amici che cosa gli avevano fatto - prosegue il legale - Lui dice che lo presero in giro, che ridevano di lui. Il dato oggettivo che emerge dalle testimonianze che lui interrompe i rapporti con tutti gli amici che erano in quella vacanza, tra cui Collini».
Ovviamente quella dell'avvocato difensore di Leonardo Viggiano è solo una versione di parte, quella appunto del suo assistito. Non ci sono elementi per poter dire che quanto il giovane scrive nella memoria consegnata al magistrato sia accaduto davvero.
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