Il Tirreno

Prato

Nomine nelle società partecipate, in pole Michelozzi e Menchetti

Cristina Orsini
Nomine nelle società partecipate, in pole Michelozzi e Menchetti

Prato, il 30 aprile scadono gli organi societari di Epp, Sori e Interporto. Tra i “papabili” - ma i giochi non sono chiusi - anche Giardi e Russo. L’avanzata degli “orfiniani” e degli amici di coalizione

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PRATO. Partecipate, tempo di riassetti e soprattutto di nomine. E siccome, nonostante i cambiamenti, il motore che sceglie o scarta nomi e casacche è quello della politica, vale la pena spenderci due parole. Ad andare a scadenza naturale, il 30 aprile prossimo, sono gli organi societari di tre partecipate “forti”: Edilizia pubblica pratese (Epp) fino a oggi governata da Federico Mazzoni; Sori (la società che si occupa, anche, di recuperare l’evasione), presieduta da Giovanni Luchetti e Interporto (la piattaforma logistica) al cui vertice siede Carlo Longo.

Caratteristica di tutti e tre è di aver ricevuto un imprimatur targato centrodestra (nomine fatte la scorsa legislatura) e di essere quindi in procinto di lasciare la poltrona, per quanto possa essere - in alcuni casi - positivo il giudizio dei nuovi occupanti la casa comunale. Nomi nuovi, meccanismi vecchi, tutti interni al Pd.

A chiedere visibilità, questa volta, è la corrente non renziana ma nemmeno anti renziana che fa capo al presidente Pd Matteo Orfini. Che di consensi ne ha raccolti parecchi, anche a Prato. A cominciare, per esempio, dal segretario provinciale Gabriele Bosi, per continuare con il capogruppo Pd in consiglio Lorenzo Rocchi e la consigliera Serena Tropepe. Ma non solo, nelle file degli “orfiniani” si sono collocati anche Enrico Giardi e Ivano Menchetti. Ed è su questi ultimi due nomi che si gioca, almeno una parte, della partita degli avvicedamenti.

Andiamo con ordine. Per Sori, il cui cambio al vertice avverrà nei tempi previsti, l’accordo sembra già siglato: in pole per la poltrona di presidente c’è Alessandro Michellozzi, segretario provinciale Psi, che in coalizione con Pd, Idv e Sinistra ecologia e libertà scese in pista per sostenere la candidatura di Matteo Biffoni a sindaco. Salvo ribaltoni dell’ultima ora, sarà proprio Michelozzi a subentrare a Luchetti. Idee piuttosto chiare, almeno così pare, per la successione a Mazzoni in Epp: la discussione è ancora aperta ma allo start e in posizione dominante c’è Ivano Menchetti, ex assessore in Provincia, ex sindaco di Montemurlo. Ed è proprio dalla cittadina più popolosa dei Comuni della Provincia di Prato che arriva il sostegno forte alla candidatura. Se nomina sarà, non avverrà però in aprile ma almeno un paio di mesi più tardi per dare modo all’attuale vertice di concludere operazioni avviate.

Infine c’è la nomina a Interporto e qui le idee si fanno confuse. Il nome che gira già da qualche tempo è quello di Enrico Giardi, ex assessore con Romagnoli, ma l’accordo è ancora lontano. Tanto che dietro le quinte - ed è questione degli ultimi giorni - c’è un secondo nome che si affaccia ed è quello di Rudi Russo, ex consigliere regionale, ex Idv entrato nel Pd, oggi iscritto ad AdessoPrato, think tank d’ispirazione renziana. Insomma per Interporto - la cui nomina degli organi societari slitterà almeno di un mese - i giochi sembrano ancora in alto mare.

Perché questa rosa di nomi? Il ragionamento in casa non renziana, deve essere stato più o meno questo: posto che i vincitori assoluti (risultato però ottenuto non in solitudine) delle amministrative 2014 hanno già avuto soddisfazione con le nomine, tanto per fare un esempio, in Asm (Tapparini) piuttosto che in Gida (Brogi), passando per Programma Ambiente (Pagliocca), e hanno avuto il consigliere regionale (Ciolini) anche grazie a un accordo solido con la corrente di sinistra (Bugetti), ora è il tempo di lasciare il passo. Agli “orfiniani” appunto e agli amici di coalizione.

 

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