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Prato

Omicidio ai giardini, preso il killer

Omicidio ai giardini, preso il killer

La polizia ha fermato un marocchino: è accusato di aver ucciso un connazionale nel gazebo di via del Campaccio

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PRATO. Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi era stato un buon profeta, sabato scorso, quando prevedeva una rapida soluzione del caso del marocchino di 64 anni trovato morto nel corso della notte ai giardini di via del Campaccio, col volto sfigurato dai colpi inferti con un corpo contundente.

In meno di 48 ore la squadra mobile è riuscita infatti a individuare il presunto assassino di Fouad Ouahboun, che è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Si tratta di un altro marocchino, molto più giovane della vittima, che è stato rintracciato e arrestato dagli uomini del vicequestore Francesco Nannucci al termine di un’indagine lampo.

Sull’arresto e sulla figura del presunto killer c’è una cortina di riserbo e solo oggi verranno resi noti i particolari dell’attività compiuta dalla squadra mobile. Si sa comunque che sarebbe confermata la dinamica ipotizzata all’inizio dagli inquirenti, e cioè che si sia trattato di una lite tra balordi, alcolisti, abituali frequentatori dei giardini di via del Campaccio, che dopo una certa ora, per colpa dell’abuso di alcol, perdono la testa e spesso litigano.

In quelle condizioni anche una cosa da nulla può avere conseguenze tragiche. Una parola di troppo, un vecchio rancore che riaffiora e si ingigantisce sotto i fumi dell’alcol. Probabilmente è andata così anche nella notte tra venerdì e sabato.

All’esito positivo delle indagini ha verosimilmente contribuito la testimonianza di una donna italiana che già nella notte tra venerdì e sabato era stata rintracciata dalla polizia nei pressi dei giardini. Anche lei presentava escoriazioni e contusioni frutto di un pestaggio, forse da parte della stessa persona che ha ucciso Fouad Ouahboun. Sul momento era stato detto che la donna era apparsa poco lucida e che non ricordava che cosa fosse successo, ma probabilmente si è trattato soltanto di cautela investigativa. Le indagini della squadra mobile si sono orientate subito su una pista ben precisa, come ha lasciato intendere il procuratore capo Nicolosi già sabato, e hanno continuato a batterla finché non è saltato fuori il nome del presunto assassino. Poi si è trattato di individuare il suo domicilio e andare a prenderlo. Nel frattempo i poliziotti della Mobile avevano trovato il posto dove andava a dormire il sessantaquattrenne Fouad al termine delle sue notti alcoliche, un box riadattato ad abitazione. Una vita difficile, la sua, che si è conclusa nella maniera peggiore sotto i colpi di un bastone.

Paolo Nencioni

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