Il Tirreno

Prato

Nelle piazze del centro storico tornano le panchine

di Cristina Orsini
Il prototipo di una delle panchine che verranno installate in piazza Duomo
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Il prototipo di una delle panchine che verranno installate in piazza Duomo

Duomo, Comune e Carceri: entro maggio ci si potrà di nuovo sedere. Ma in viale Vittorio Veneto sparisce quella davanti alla gelateria che non piace ai residenti

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PRATO. Piazza che vai, panchina che trovi. E nel Risiko delle sedute degli spazi pubblici ci sono anche quelle destinate a sparire per sempre. Come la panchina di viale Vittorio Veneto, di fronte alla gelateria, che i residenti non vogliono più perché lì sopra si spaccia, si ricetta. Desiderati, invece, - anche se il rischio bivacchi c’è - gli arredi di piazza Duomo, piazza del Comune e quelli “minimal” di piazza delle Carceri (investimento complessivo 25.000 euro) che alla fine stanno per essere collocati. Poche settimane: entro maggio nelle tre piazze antiche del cuore cittadino si potrà sostare, comodamente.

La novità è piazza delle Carceri. Perché anche lì, dopo tanto riflettere una seduta ci sarà. Semplice, di legno, lunga cinque metri, piuttosto ampia nel sedile (un metro), color pietra e collocata di fronte all’ingresso di Santa Maria delle Carceri, in pratica vicino al Caffè Bacchino.«Non è stato facile individuare il tipo giusto di seduta in una piazza la cui bellezza è rappresentata dai monumenti più importanti della città e la cui cifra è la pulizia - afferma l’assessore Filippo Alessi - Abbiamo fatto molte prove e gli arredi all’interno della piazza non ci convincevano così abbiamo scelto di arredare la parte verso via Cairoli». Con un'unica panchina, appunto, che però potrà accogliere almeno una ventina di persone. La panchina “minimal” è in via di realizzazione. Lo spazio antistante il Castello dell’Imperatore non resterà vuoto del tutto, ma accoglierà tre cubi in legno dall’aspetto simile e quelli collocati davanti all’ingresso del Metastasio.

In piazza del Comune le sedute - anche quelle già individuate e con un artigiano che le sta costruendo - saranno a forma di “elle” e componibili. «Abbiamo trovato questa soluzione - prosegue Alessi - per “montare” gli arredi in modo differente: una coppia di panchine, quindi, comporrà una seduta nella quale le persone staranno di fronte, altre nelle quali sarà possibile guardare il Pretorio, altre ancora che affacceranno sul passeggio nel corso». Complessivamente le panchine di pietra e anche queste di colore grigio, saranno dieci. E altre dieci, diverse però, verranno messe in piazza Duomo.

Il progetto si conosce: panchine, fioriere e in un punto un piloncino a scomparsa, chiuderanno al traffico piazza Duomo che non sarà più attraversabile. Da Largo Carducci si andrà solo in via Firenzuola e non più in Corso Mazzoni nè in via Garibaldi. E se i lampioni resteranno quelli di ora solo riposizionati, tra questi e le fioriere compariranno panchine di design, di pietra, semplicissime, anche queste sui toni del grigio, a forma di trapezio. Queste ultime, la cui costruzione è iniziata già da tempo, saranno le prime ad essere posizionate. E in Piazza Duomo ci si siederà di nuovo. Non è la prima volta. Era il 2001, quindici anni fa, e le panchine vennero messe e poi subito tolte perché i commercianti lamentavano il rischio bivacchi. Successe un pandemonio, un dirigente rassegnò le dimissioni e la seconda giunta Mattei addirittura traballò.
 

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