Italia
Ucciso a bastonate È caccia all’assassino
Il cadavere di un uomo di 64 anni trovato ai giardini di via del Campaccio Si ipotizza una lite tra balordi finita male e c’è una testimone chiave
PRATO. Lo hanno preso a bastonate o a bottigliate fino a rendergli la faccia irriconoscibile. È morto così, forse al culmine di una lite tra balordi in preda ai fumi dell’alcol, un marocchino di 64 anni, il cui cadavere è stato trovato la scorsa notte nei giardini di via del Campaccio.
La scoperta sarebbe stata fatta da un passante intorno all’una e nel giro di pochi minuti i giardini si sono riempiti di poliziotti, coordinati dal capo della squadra mobile Francesco Nannucci, alla ricerca di elementi utili per risalire all’aggressore. L'ipotesi degli inquirenti, come detto, è che si tratti di un omicidio maturato al termine di una lite tra alcolisti, ma non si escludono altre eventualità. L'autopsia potrà dare qualche risposta più precisa. Nei pressi del giardino la polizia ha trovato una donna italiana di 48 anni in stato confusionale, anche lei con segni di contusioni al volto e alle braccia. La sua testimonianza potrebbe essere decisiva per catturare l’assassino.
Sul posto è arrivata anche un'ambulanza della Misericordia inviata dal 118, ma i soccorritori non hanno potuto far altro che accertare il decesso.
Fouad Ouahboun, questo il nome della vittima, secondo i primi accertamenti della squadra mobile, pare non avesse precedenti penali mentre risulta senza fissa dimora. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell'uomo, il cui cadavere è stato trovato da un passante che ha immediatamente dato l'allarme. Secondo il medico legale, l'ora della morte risale a poco tempo prima della scoperta del cadavere.
Potrebbe essersi trattato di una lite tra due o più senzatetto. Questa l'ipotesi più accreditata dagli investigatori che sono rimasti sul posto fino all'alba, una lite finita nel modo più terribile: con l'uccisione di uno dei contendenti colpito tante, tantissime volte al volto, da colpi di bastone o da un altro corpo contudente. Gli investigatori hanno trovato sulla scena dell'omicidio numerose bottiglie di superacolici (sambuca e e vodka) e anche molti cartoni di vino. Per questo si crede che vittima e carnefice fossero ubriachi. Un elemento che verrà confermato in sede di autopsia. Gli investigatori - sul posto è arrivato anche il magistrato Laura Canovai - sono riusciti a identificare Fouad solo grazie alle impronte digitali.
I residenti spiegano che i giardinetti di via del Campaccio hanno una "doppia vita": di giorno luogo scelto da mamme con bambini per trascorrervi le ore di gioco, la sera ricettacolo di spacciatori e tossicodipendenti e ubriachi.
Parlando coi cronisti, il procuratore capo Giuseppe Nicolosi ha spiegato che è stata imboccata una pista ben precisa e l'individuazione dell'aggressore potrebbe essere questione di ore, forse anche sulla scorta di quanto dichiarato dalla donna ferita rintracciata dalla polizia. Il procuratore ha detto che la vittima è stata colpita certamente con un corpo contundente (si esclude un coltello) ma l'arma del delitto non è stata trovata. L'identificazione del morto non è stata facile, proprio a causa del volto sfigurato. Il procuratore ha confermato che l'omicidio potrebbe essere nato nell'ambiente degli sbandati che frequentano i giardini di via del Campaccio. In Procura, per riferire sulle indagini, poco dopo le 13 è arrivato anche il capo della squadra mobile Francesco Nannucci.
La donna, hanno chiarito gli inquirenti, non avrebbe avuto alcuna responsabilità nell'aggressione, essendo stata lei stessa vittima delle percosse, ma al momento la sua testimonianza non sembra sia stata di grande utilità, in quanto era poco lucida quando si è verificato il fatto e fatica a ricordare che cosa è accaduto.
È chiaro però che la sua testimonianza è l’elemento più importante in mano agli investigatori ed è verosimile che la cautela mostrata dagli inquirenti nel pomeriggio di ieri dipenda solo dal fatto che l’assassino di Fouad Ouahboun non è ancora stato localizzato.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
