Il dolore
Bpvi, compensi milionari anche per Iorio
Infuocata l’assemblea nella quale è stato approvato il bilancio 2015 al grido di «Vergogna, dateci le tenute di Zonin»
PRATO. Assemblea della Banca Popolare di Vicenza, nuova tornata ieri per approvare il bilancio 2015, chiuso con una perdita di 1,4 miliardi di euro. L'assemblea è la prima che si svolge senza il voto capitario, dopo l'addio alla forma cooperativa decisa nell'assemblea dello scorso 5 marzo. Sono stati resi noti i compensi incassati dal vertice dell'istituto nel 2015 anno che ha visto il crollo del valore delle azioni di circa 119 mila soci. Il dg Francesco Iorio, in carica dallo scorso 1 giugno, ha ricevuto 2,678 milioni di euro, di cui 1,8 milioni come bonus d'ingresso una tantum. Il vice direttore generale, Jacopo De Francisco, in carica dal 22 giugno 2015, ha percepito 1,02 milioni di euro, di cui 700 mila una tantum. L'ex presidente Gianni Zonin ha incassato 1,01 milioni. Iformazioni che hanno lasciato almeno perplessa la platea. E’ stato Iorio a difendere l'adeguatezza del bonus d'ingresso che ha incassato accettando l'incarico nell'istituto vicentino. «In merito al mio bonus - ha detto - vorrei precisare tre cose: primo il mancato incasso dei bonus precedentemente maturati in Ubi Banca, secondo il contratto di retention firmato con la banca e infine ero direttore generale della quarta banca italiana (Ubi Banca, ndr) e sono venuto per raccogliere una sfida professionale importante ma anche molto rischiosa sia dal punto di vista professionale che reputazionale».
Il dg si è anche augurato che il bilancio 2015 della banca, chiuso con una perdita di 1,4 miliardi, «possa rappresentare un punto di ripartenza per la banca» la cui gestione ordinaria è stata nel 2015 «sorprendentemente positiva con un margine di interesse nettamente superiore a tante banche e una sostanziale "tenuta" delle commissioni». La ricapitalizzazione, ha sottolineato, «non risolve il problema ma mette la banca nella condizione di risolvere i problemi». Quanto ai crediti deteriorati (5,3 miliardi quelli netti e 9 lordi) «è vero, è un dato non bello da gestire» ma anche «banche vicine a noi hanno dati simili». L'assemblea ha approvato il bilancio e respinto la richiesta di azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori avanzata da alcuni soci. I conti hanno ottenuto il voto favorevole dell'89,52% del capitale presente in assemblea, quello contrario del 6,2% e l'astensione del rimanente 4,27%. L'azione di responsabilità ha ottenuto il consenso del 38,05%, contro il 18,64% di contrari e il 43,29% di astensioni.
L'avvocato Renato Bertelle, che difende molti piccoli soci della BpVi, ha presentato in assemblea una proposta di voto di azione di responsabilità contro il cda e il collegio sindacale «in carica al tempo dei fatti contestati». Una richiesta con la quale si chiedeno più di 1.804 milioni di euro di danni. «Abbiamo salvato più di 100 persone che volevano suicidarsi a causa di questi problemi« ha detto Patrizio Miatello, rappresentante del coordinamento Don Enrico Torta, nel suo intervento, parlando della disperazione tra alcuni azionisti a causa del crollo del valore dei titoli. Miatello ha chiesto, come molti altri soci, di votare no: «Se non passa il bilancio questi dirigenti vanno messi in discussione e si fanno le cose seriamente. Non voglio più che le persone chiamino Don Enrico Torta per ammazzarsi». Assemblea complesa, dove più volte è stato gridato “vergogna, vergogna”. E’ stata Margherita Toniolo, uno dei tanti piccoli soci della banca, i cui risparmi sono stati bruciati dalla gestione di Gianni Zonin ad affermare: «All'ex presidente avete dato 1 milione di euro (di retribuzione nel 2015, ndr), tutte le sue tenute devono essere redistribuite a noi che abbiamo perso il capitale».
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