Il Tirreno

Prato

Uomo di 64 anni pestato fino ad ammazzarlo, c'è una pista

I giardini di via Campaccio, luogo dell'omicidio (foto Batavia)
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I giardini di via Campaccio, luogo dell'omicidio (foto Batavia)

Prato, omicidio nei giardini di via del Campaccio, un marocchino trovato riverso in un lago di sangue da un passante. La vittima aveva il volto sfigurato ed è stato riconosciuto dalle impronte digitali. Vicino al luogo dell'omicidio trovata una donna italiana con delle ferite. Parla il procuratore capo

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PRATO. Un uomo di 64 anni è stato trovato morto intorno all'una e 30 di sabato 26 marzo nei giardini di via del Campaccio. L'uomo, di nazionalità marocchina, aveva il volto completamente sfigurato. L'ipotesi degli inquirenti della squadra mobile che seguono le indagini, è che si tratti di un omicidio maturato al termine di una lite tra alcolisti, ma non si escludono altre eventualità. L'autopsia potrà intanto dare qualche risposta più precisa. Nei pressi del giardino la polizia ha trovato una donna italiana di 48 anni in stato confusionale, anche lei con segni di contusioni al volto e alle braccia.

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Sul posto è arrivata anche un'ambulanza della Misericordia inviata dal 118, ma i soccorritori non hanno potuto far altro che accertare il decesso.

Fouad Ouahboun, questo il nome della vittima, secondo i primi accertamenti della squadra mobile, pare non avesse precedenti penali mentre risulta senza fissa dimora. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell'uomo, il cui cadavere è stato trovato da un passante che ha immediatamente dato l'allarme. Secondo il medico legale l'ora della morte risale a poco tempo prima della scoperta del cadavere.

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Potrebbe essersi trattato di una lite tra due o più senzatetto. Questa l'ipotesi più accreditata dagli investigatori che sono rimasti sul posto fino all'alba, una lite finita nel modo più terribile: con l'uccisione di uno dei contendenti colpito tante, tantissime volte al volto, da colpi di bastone o addirittura a mani nude. Gli investigatori hanno trovato sulla scena dell'omicidio numerose bottiglie di superacolici (sambuca e e vodka) e anche molti cartoni di vino.  Per questo si crede che vittima e carnefice fossero ubriachi. Un elemento che verrà confermato in sede di autopsia. Gli investigatori - sul posto è arrivato anche il magistrato Laura Canovai - sono riusciti a identificare Fouad solo grazie alle impronte digitali.

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I residenti spiegano che i giardinetti di via del Campaccio hanno una "doppia vita": di giorno luogo scelto da mamme con bambini per trascorrervi le ore di gioco, la sera ricettacolo di spacciatori e tossicodipendenti e ubriachi.

Parlando coi cronisti, il procuratore capo Giuseppe Nicolosi ha spiegato che è stata imboccata una pista ben precisa e l'individuazione dell'aggressore potrebbe essere questione di ore, forse anche sulla scorta di quanto dichiarato dalla donna ferita rintracciata dalla polizia. Il procuratore ha detto che la vittima è stata colpita certamente con un corpo contundente (si esclude un coltello) ma l'arma del delitto non è stata trovata. L'identificazione del morto non è stata facile, proprio a causa del volto sfigurato. Il procuratore ha confermato che l'omicidio potrebbe essere nato nell'ambiente degli sbandati che frequentano i giardini di via del Campaccio. In Procura, per riferire sulle indagini, poco dopo le 13 è arrivato anche il capo della squadra mobile Francesco Nannucci.

La donna, hanno chiarito gli inquirenti, non avrebbe avuto alcuna responsabilità nell'aggressione, essendo stata lei stessa vittima delle percosse, ma al momento la sua testimonianza non sembra sia stata di grande utilità, in quanto era poco lucida quando si è verificato il fatto e fatica a ricordare che cosa è accaduto.

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