Sicurezza
Lavoravano per le griffe prima di diventare falsari
PRATO. Un imprenditore italiano, che gestiva un magazzino in via Fermi, è stato arrestato a Prato dalla guardia di finanza di Firenze con l'accusa di aver promosso e messo in commercio articoli di...
PRATO. Un imprenditore italiano, che gestiva un magazzino in via Fermi, è stato arrestato a Prato dalla guardia di finanza di Firenze con l'accusa di aver promosso e messo in commercio articoli di pelletteria con marchi contraffatti.
Nell'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Christine Von Borries, sono indagati 11 italiani e un cinese. Oltre all’imprenditore arrestato a Prato, di cui non è stato reso noto il nome, sono finiti in manette altri due italiani in provincia di Firenze.
L'indagine, denominata "Mountain Belt", era partita lo scorso anno dopo il sequestro di un considerevole quantitativo di pelletteria contraffatta, in prevalenza cinture di alta fattura. Gli sviluppi, spiega una nota della Finanza, "hanno permesso di svelare l'esistenza di una consorteria che, successivamente al sequestro avvenuto nei comuni di Montelupo Fiorentino e di Montespertoli nel settembre 2015", aveva trasferito la propria base logistica ed operativa in una ditta di smaltatura e rivestimento dei metalli e in un’azienda di proprietà di un cittadino cinese, entrambe a Calenzano. Nel corso delle perquisizioni, 12 in totale, sono stati sequestrati borse, fibbie, e altri accessori per borse, oltre cinture e ritagli di pellami e tessuti, dei più importanti marchi, ma anche capi di abbigliamento.
L’attività degli indagati, che in passato hanno anche prestato opera come artigiani per aziende del settore della moda, si è concretizzata nella produzione degli accessori di abbigliamento contraffatti, in particolare di cinture, riportanti i segni distintivi di note griffe.
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