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Prato

Crollano le richieste di vaccinazione

Crollano le richieste di vaccinazione

Allarme dell’Asl: dopo l’emergenza di gennaio e febbraio la gente ha smesso di chiamare e l’offerta supera la domanda

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PRATO. Calano le prenotazioni e aumentano le disdette nella Asl Toscana Centro (di cui fa parte anche Prato) per la vaccinazione contro il meningococco C. Lo ha reso noto ieri la stessa Azienda sanitaria. Cresce la preoccupazione per gli operatori sanitari delle strutture di igiene e sanità pubblica che invitano la popolazione, soprattutto quella giovane fra gli 11 e i 20 anni ad aderire alla campagna straordinaria di vaccinazioni promossa dalla regione Toscana.

Sono infatti i giovani il principale obiettivo della campagna di vaccinazione e secondo le autorità sanitarie è importante che nella fascia di età 11-20 anni si raggiunga una copertura elevata perché sono i giovani che spesso ospitano nella faringe il meningococco, i cosiddetti “portatori sani”. Per questo, in particolare nell’area fiorentina, si è anche pensato di sollecitare l’adesione dei giovani inviando lettere di invito anche alle società sportive

Ambulatori semivuoti e telefoni che non squillano rappresentano per l'Asl un segnale di allarme. «Solo con la profilassi vaccinale - si spiega nella nota - sarà infatti possibile ridurre il rischio di diffusione delle infezioni da meningococco C (16 dall’inizio del 2016 e 38 casi nel 2015) e la Ausl Toscana Centro, con il potenziamento delle aperture straordinarie dei centri vaccinali e con l’introduzione del sistema unico di prenotazione su tutto il territorio, intende vaccinare entro la prossima estate almeno il 70% della popolazione residente».

Ma l’obiettivo si sta inesorabilmente allontanando, come dimostrano i dati raccolti dall’Asl Toscana Centro.

«Nella giornata di giovedì - spiega l’Asl - erano migliaia i posti disponibili nel sistema del Centro unico prenotazioni (ormai esteso a tutto il territorio della Ausl Toscana Centro per facilitare il cittadino) e pochissime le prenotazioni. Tanto per fare qualche esempio nell’area pratese, sempre giovedì erano 2.041 i posti liberi e appena 615 quelli occupati con una percentuale pari solo al 30%. Stessa situazione nell’area pistoiese con 1.419 disponibilità e solo 40 prenotazioni con un tasso di saturazione pari al 2,82%. Qui, vista la disponibilità dalla prossima settimana di 4.500 posti, subito disponibili, si provvederà a contattare tutte le prenotazioni a scadenza nei mesi di maggio-giugno per anticiparle nel mese di aprile».

Le cose non vanno diversamente nell’area fiorentina anche se la percentuale sale al 62% ma anche qui rispetto ad una offerta pari a 51.713 posti le prenotazioni sono state solo 31.466.

Una situazione molto diversa da quella registrata nel mese di febbraio: sull’onda dei casi di meningite di tipo C che avevano colpito alcuni giovani e dopo l’estensione con delibera regionale della vaccinazione a tutta la popolazione mediamente ogni giorno erano circa 1.600 le richieste di prenotazione (in totale 87.855 solo a Firenze tramite call center, sportelli, web, farmacie).

Proprio in concomitanza con i ricoveri per infezione da meningococco C i giorni di maggior afflusso sono stati quelli del 10 e 11 febbraio rispettivamente con 5.654 e 5.702 prenotazioni giornaliere; il picco è stato raggiunto il 18 febbraio con ben 6.820 prenotazioni: il giorno prima c’era stato il un altro caso di meningite. Se nel mese di febbraio le prenotazioni complessive erano state 68.170 solo nell’area fiorentina, a marzo, compresi anche i territori pratese e pistoiese siamo scesi a 22.953. Le disdette sono invece arrivare a 12.186.

Ma proprio quando ce ne sarebbe stato più bisogno, cioè tra gennaio e febbraio, il sistema di prenotazione unica non era in funzione e chi chiamava i numeri messi a disposizione dall’Asl, a Prato ma non solo, difficilmente otteneva una risposta in tempi ragionevoli.

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