Italia
Bpvi: compensi milionari per Iorio, Zonin e De Francisco
Assemblea della Banca Popolare di Vicenza per approvare il bilancio 2015. Forniti i compensi per i vertici dell'istituto. Don Enrico Torta: "Abbiamo salvato cento persone dal suicidio". Una pensionata: "Le tenute di Zonin redistribuite ai noi piccoli soci"
PRATO. E' iniziata stamani, sabato 26, l'assemblea della Banca Popolare di Vicenza chiamata ad approvare il bilancio 2015, chiuso con una perdita di 1,4 miliardi di euro. L'assemblea è la prima che si svolge senza il voto capitario, dopo l'addio alla forma cooperativa decisa nell'assemblea dello scorso 5 marzo. Sono stati resi i compensi incassati dal vertice dell'Istituto nel 2015, esercizio chiuso che ha visto il crollo del valore delle azioni di circa 119 mila soci. L'A.D, Francesco Iorio, in carica dallo scorso 1 giugno, ha ricevuto 2,678 milioni di euro, di cui 1,8 milioni come bonus d'ingresso una tantum. Il vice direttore generale, Jacopo De Francisco, in carica dal 22 giugno 2015, ha percepito 1,02 milioni di euro, di cui 700 mila come bonus d'ingresso una tantum. L'ex presidente Gianni Zonin ha incassato 1,01 milioni. I
l consigliere delegato della Banca Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, difende l'adeguatezza del bonus d'ingresso di 1,8 milioni di euro che ha incassato accettando l'incarico nell'istituto vicentino.
"In merito al mio bonus vorrei precisare tre cose: primo il mancato incasso dei bonus precedentemente maturati" in Ubi Banca, "secondo il contratto di retention firmato con la banca" e infine "che ero direttore generale della quarta banca italiana (Ubi Banca, ndr) e sono venuto per raccogliere una sfida professionale importante ma anche molto rischiosa sia dal punto di vista professionale che reputazionale".
Il consigliere delegato della Banca Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, si augura che il bilancio 2015 della banca, chiuso con una perdita di 1,4 miliardi, "possa rappresentare un punto di ripartenza per la banca", la cui gestione ordinaria è stata nel 2015 "sorprendentemente positiva" con "un margine di interesse nettamente superiore a tante banche" e una "tenuta" delle commissioni. Iorio ha ammesso che "il punto di partenza di fine anno è più basso" rispetto alla media del 2015 e dunque "dovremo esser pronti a valutare tutto il necessario per riavviare la banca dopo l'aumento di capitale". La ricapitalizzazione, ha sottolineato, "non risolve il problema ma mette la banca nella condizione di risolvere i problemi". Quanto ai crediti deteriorati (5,3 miliardi quelli netti e 9 lordi) "è vero, è un dato non bello da gestire" ma anche "banche vicine a noi hanno dati simili, sarò un tema sistemico".
L'assemblea della Banca popolare di Vicenza ha approvato il bilancio 2015 e respinto la richiesta di azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori avanzata da alcuni soci. I conti hanno ottenuto il voto favorevole dell'89,52% del capitale presente in assemblea, quello contrario del 6,2% e l'astensione del rimanente 4,27%. L'azione di responsabilità ha ottenuto il consenso del 38,05%, contro il 18,64% di contrari e il 43,29% di astensioni. La richiesta potrà essere essere messa di nuovo all'ordine del giorno della prossima assemblea se otterrà l'appoggio del 2,5% del capitale.
L'avvocato Renato Bertelle, che difende molti piccoli soci della Banca Popolare di Vicenza, ha presentato in assemblea una proposta di voto di azione di responsabilità contro il cda e il collegio sindacale "in carica al tempo dei fatti" contestati. La sua richiesta, che potrebbe essere posta al voto dell'assemblea, chiede più di 1.804 milioni di euro di danni "per fatti illegittimi posti in essere dalla banca prima del 2015 ma scoperti" nel corso dell'esercizio.
"Abbiamo salvato più di 100 persone che volevano suicidarsi a causa di questi 'piccoli' problemi". Lo ha detto Patrizio Miatello, rappresentante del coordinamento Don Enrico Torta, nel suo intervento all'assemblea della Banca Popolare di Vicenza, parlando della disperazione tra alcuni azionisti dalla banca berica a causa del crollo del valore dei titoli. Miatello ha chiesto, come molti altri soci, di votare no: "se non passa il bilancio questi dirigenti vanno messi in discussione e si fanno le cose seriamente. Non voglio più che le persone chiamino Don Enrico Torta per ammazzarsi.
Grida "vergogna da una persona di 60 anni che prende 680 euro al mese di pensione" all'indirizzo del cda presente in assemblea, Margherita Toniolo, uno dei tanti piccoli soci della Banca Popolare di Vicenza i cui risparmi sono stati bruciati dalla gestione di Gianni Zonin. "Con L'aumento di capitale del 2014 ci hanno quasi costretto ad acquistare le azioni senza che i dirigenti si siano tagliati lo stipendio mentre la maggioranza di noi è rovinato. All'ex presidente Zonin avete dato 1 milione di euro (di retribuzione nel 2015, ndr), tutte le sue tenute devono essere redistribuite a noi che abbiamo perso il capitale" si è lamentata con forza .
Il sindacato. "Accogliamo con soddisfazione le parole di Saviotti, amministratore delegato del Banco Popolare che ha dichiarato alla stampa "non ci sarà nessun licenziamento, nessun intervento che possa disturbare i colleghi, che sono un asset fondamentale per il successo del gruppo". Così commenta Paolo Ghezzi, responsabile First Cisl Gruppo Popolare Vicenza, a margine dell’assemblea degli azionisti.
Ci auguriamo che l'assemblea sia veramente l’occasione per voltare pagina - continua Ghezzi - anche sulle politiche di remunerazione dei top manager che, nonostante i rilievi di BCE, le esortazioni delle autorità europee e, soprattutto, la situazione di pesante crisi in cui versano molte banche, continuano a riconoscersi compensi strabilianti. La nostra proposta è che ci sia una coerenza nella distribuzione della ricchezza prodotta da "tutti", riconoscendo il giusto dovuto ai lavoratori, rivendicando che la politica di remunerazione del top management sia correlata ai risultati, anche di tipo sociale, raggiunti Invitiamo gli azionisti - conclude Ghezzi - a presentare una mozione per modificare l'ordine del giorno dell'assemblea, proponendo, ai sensi dell'art. 2393 del Codice Civile, l'azione di responsabilità verso i precedenti amministratori, auspicando nel contempo nuove regole e norme per la Vigilanza".
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