Il Tirreno

Prato

ASL LENTA IL DANNO E LA BEFFA

di PAOLO NENCIONI

di PAOLO NENCIONI È la solita storia del danno cui segue la beffa. Per settimane i pratesi hanno tentato inutilmente di mettersi in contatto col Dipartimento di prevenzione dell’Asl in via Lavarone...

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di PAOLO NENCIONI

È la solita storia del danno cui segue la beffa. Per settimane i pratesi hanno tentato inutilmente di mettersi in contatto col Dipartimento di prevenzione dell’Asl in via Lavarone per prenotare una vaccinazione contro la meningite di tipo C. Erano i giorni dell’emergenza, già dal mese di gennaio, quando una giovane donna si ammalò e tutti si ricordarono della minaccia incombente. Ma il telefono squillava a vuoto oppure per niente e i cittadini tempestavano di chiamate i giornali per sfogare la loro rabbia.

Nel frattempo in molti si sono rivolti al proprio medico di famiglia o hanno rinunciato, e ora che l’Asl è riuscita finalmente a far funzionare un centralino e a mettere insieme una squadra di medici che fanno le vaccinazioni, le autorità sanitarie si dolgono perché l’offerta supera la domanda. Si può dire che era quantomeno prevedibile. Eppure è almeno dal mese di ottobre (primo caso mortale a Poggio a Caiano) che sarebbe servito un sistema di vaccinazioni più efficiente. Ci hanno messo più di quattro mesi. Troppo. Serva almeno da lezione per il futuro.

Detto questo, è pienamente condivisibile l’appello dell’Asl Toscana Centro alla popolazione perché chi ancora non l’ha fatto si vaccini. Gli esperti dicono che con l’arrivo della primavera il rischio è destinato a calare, ma bisogna già pensare al prossimo autunno. Ora la macchina si è messa in moto ed è il caso di approfittarne, sperando che quando l’emergenza si ripresenterà l’Asl si faccia trovare pronta.

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