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Prato

Spaccio, Biffoni invita la Procura a mirare in alto

Spaccio, Biffoni invita la Procura a mirare in alto

Il sindaco interviene dopo l’ultimo sfogo del procuratore capo Nicolosi «È vero che arrestare i pusher è difficile, bisogna puntare al livello superiore»

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PRATO. «Nessuno ha la presunzione di credere che si possa sconfiggere in uno schiocco di dita e totalmente il fenomeno dello spaccio di droga, ma mi rifiuto di pensare che non si possa sistemare questa situazione. Ognuno per la propria parte e con i mezzi a disposizione». Lo ha detto il sindaco Matteo Biffoni. Una dichiarazione che arriva all’indomani di quelle del procuratore capo Giuseppe Nicolisi, il quale aveva ribadito la difficoltà per la Procura e per il Tribunale di dare risposte concrete al fenomeno del micro-spaccio, visto che la nuova legge sulla droga non consente se non in pochi casi l’arresto degli spacciatori di strada.

All'indomani dell'incontro con i rappresentanti dei cittadini di piazza San Marco-viale Vittorio Veneto-viale Montegrappa, l'amministrazione comunale ha fatto un sopralluogo sul posto per dare le prime risposte alle richieste avanzate nella petizione.

«Questa mattina - spiega una nota del Comune - c'è stato il primo sopralluogo per rimuovere le panchine, così come richiesto, ed è stato chiesto agli uffici di procedere per permettere al condominio di piazza San Marco di togliere le aiuole di pertinenza. Inoltre il prefetto e il questore hanno già dato la propria disponibilità per un incontro con i cittadini il prossimo 30 marzo. La stessa disponibilità dimostrata altre volte in passato con i cittadini della zona di via Pier Cironi, di Viaccia o della Querce».

Il sindaco ribadisce la necessità di lavorare in sinergia: «Ha ragione il procuratore Nicolosi quando dice che il legislatore ha depenalizzato alcuni reati e i piccoli spacciatori non si possono mettere in carcere con tanta facilità. Ma le leggi valgono in tutta Italia, quindi dobbiamo fare anche a Prato con quel che c'è. La politica farà la propria parte perché la legge sui cosiddetti "microreati" venga cambiata, ma al contempo è necessario individuare e colpire i livelli più alti rispetto al piccolo spacciatore e utilizzare tutti i mezzi legislativi in atto per dare segnali forti. Il pugno duro della Procura con gli ultimi arresti va proprio su questa strada. La situazione che adesso si è acuita esiste da circa dieci anni, in zona Serraglio come in zona piazza Europa, non bastano pochi mesi per risolvere il problema, ma le istituzioni devono andare tutte dalla stessa parte, con forza e impegno, senza fermarsi: il Comune cura il decoro urbano e, con l'aiuto dei servizi sociali e sanitari, intraprende azioni di educazione e prevenzione, oltre che di supporto per chi vuole disintossicarsi; poi ci sono le altre competenze: le forze dell'ordine arrestano, la Procura fa le indagini».

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