Il Tirreno

Prato

Dubbi sull’appalto del cimitero

Dubbi sull’appalto del cimitero

I sindacati hanno chiesto un incontro con la Misericordia di Prato

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PRATO. I sindacati chiedono un incontro alla Misericordia di Prato. La richiesta porta la firma di Cgil, Cisl e Uil che hanno inviato una lettera ai vertici dell'associazione di via Galcianese in cui esprimono le loro perplessità sull'appalto dei lavori di ampliamento del cimitero della Misericordia di Prato. Secondo alcune indiscrezioni raccolte in occasione di un'assemblea con alcuni lavoratori, ai sindacati risulterebbe che la direzione della Misericordia sarebbe orientata ad affidare l'incarico alla Brunetti Costruzioni srl, la newco nata dalle ceneri della ditta Brunetti e Antonelli spa, attualmente in concordato per cessazione, che a fine dicembre 2015 aveva messo in Cassa integrazione ministeriale 22 dei 31 lavoratori in forza all'azienda. «Non è nostra intenzione interferire nella scelta di affidamento della gara», chiariscono Enrico Menici e Emilio Testa, rispettivamente segretari provinciali di Filca Cisl e Fillea Cgil che ieri hanno spiegato la ragioni che muovono l'iniziativa nella sede del sindacato di via Pallacorda. Presente anche Antonio Ciampi di Fineal Uil. Quella in palio è una commessa molto consistente (da oltre due milioni di euro) che in un momento come questo, potrebbe dare da lavorare a molte persone. «A oggi - riferiscono i sindacalisti - i 22 dipendenti che hanno perso il lavoro a dicembre vivono una situazione di forte disagio dovuta al fatto che non hanno ancora riscosso l'ultima busta paga e nemmeno i tre mesi di Cigs già trascorsi. Per questo, quando abbiamo saputo dell'intenzione di affidare l'appalto alla Brunetti costruzioni che, per quanto ne sappiamo, occupa 9 lavoratori, tra cui nessun costruttore tranne due responsabili di cantiere e due autisti, ci siamo chiesti come farà a eseguire l'opera. L'unico modo possibile - concludono - sarà quello di ricorrere ai subappalti».

«Nel caso in cui i lavori siano effettivamente affidati alla Brunetti Costruzioni srl - aggiungono - si auspica che la società sia disposta a riassorbire gli operai mandati a casa a seguito del concordato (tanto più che alcuni di loro sospettano che l'incarico fosse nell'aria da tempo); altrimenti, dovrà necessariamente subappaltare la totalità dei lavori, e su questo nutriamo molte perplessità». Nella richiesta inviata alla Misericordia le sigle sindacali fanno riferimento alla responsabilità sociale citando l'articolo di legge in base al quale «il committente è direttamente responsabile rispetto a tutto ciò che le ditte non dovessero ottemperare». «L'esperienza ci insegna che quando la percentuale di subappalto è così alta - spiegano - si riscontrano problematiche per tutti i soggetti coinvolti: per la committenza, che spesso si ritrova a pagare oneri più elevati di quelli preventivati; per i subappaltatori, che pur di accaparrarsi la commessa ribassano i prezzi a scapito della sicurezza e della qualità dei materiali; e per i lavoratori, i quali si trovano a fare i conti con stipendi mancati e contributi non pagati».

Intanto, in risposta ai sindacati, il proposto della Misericordia Paolo Bandini fa sapere, tramite raccomandata inviata per conoscenza anche al vescovo Agostinelli, che «i motivi di preoccupazione espressi circa la capacità dell'appaltatore di realizzare l'opera avevano già trovato attenta considerazione nei criteri adottati per la valutazione delle diverse società aspiranti ad ottenere l'incarico».

Barbara Burzi

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